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Ritorno di fiamma

Bassano del Grappa accoglie alla grande il passaggio della fiaccola di Milano Cortina 2026. La cronaca dei momenti salienti di questo Olympic Day in salsa bassanese

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Gen 21, 2026

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L’accensione della torcia olimpica davanti a Villa Rezzonico (foto Alessandro Tich)

La vera bolgia infernale è in piazza Libertà, con una calca indescrivibile, dove viene battuto il record – se non nazionale, perlomeno pedemontano – di telefonini intenti a scattare foto. Ma è inevitabile: il passaggio della fiamma olimpica non è una cosa che si vede tutti i giorni ed è la classica visione irripetibile da postare immediatamente sui social. Bassano del Grappa risponde alla grande al passaggio della torcia a cinque cerchi che riscalda il cammino verso le imminenti Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Scolaresche, società sportive, famiglie, singoli cittadini in preda al fervore a cinque cerchi: tutti insieme appassionatamente per confermare il rito dell’euforia collettiva che si ripete in ogni città attraversata dalla fiaccola.

E pensare che di Milano Cortina 2026 sentiamo parlare da anni, senza particolari entusiasmi al riguardo. Ma solo adesso, col clima olimpico che bussa alle porte e con questa torcia in movimento che ci comunica che ormai ci siamo, la gente risponde con passione: è un ritorno di fiamma.

Fiamma che, per quanto riguarda Bassano del Grappa, prende vita al punto di partenza davanti a Villa Rezzonico. Il trasporto del sacro fuoco è meno romantico di quanto si pensi: viene infatti veicolato da una città all’altra a bordo di un ordinario furgone, mantenuto acceso dentro una lanterna. Quindi un addetto dell’organizzazione tira fuori dal furgone la lanterna magica da cui, con un normale fiammifero, alimenta la fiaccola affidata al primo tedoforo. Il quale, a sua volta, alimenterà con la sua fiamma accesa la fiaccola del tedoforo successivo, e così via.

C’è fermento alla partenza di Villa Rezzonico perché è l’unico momento, anche per stampa e Tv, per raccogliere qualche informazione prima che il circo olimpico cominci a muovere il suo rutilante e a tratti nevrotico apparato in mezzo alla folla, preceduto e seguito dalle pattuglie lampeggianti della Polizia. Ed è così che il primo tedoforo, attorniato da microfoni e telecamere mentre è in attesa di partire, vive il suo giorno di gloria mediatica: si chiama Riccardo Ruffato, è un ragazzo molto cordiale, è bassanese e prima della fatidica partenza risponde alle domande dei cronisti e si concede ad una gara olimpica, innescata dai presenti in loco, di foto e di selfie con lui. Dopo il primo tratto del passaggio della fiaccola, alla rotatoria all’incrocio con via Ca’ Baroncello, Riccardo darà il cambio al secondo tedoforo, suo fratello Lorenzo: fiamme di famiglia.  

Il resto è tutta cronaca di una focosa giornata di festa per la città. Il corteo olimpico procede verso il centro storico imboccando il rettilineo di via Beata Giovanna. Qui, in mezzo al pubblico plaudente, ci sono anche le ospiti della residenza per anziani Beata Gaetana Sterni, accomodate sul marciapiede esterno alla struttura. Qualcuno, da una delle auto al seguito della carovana, le vede e con l’altoparlante le saluta: “Ciao ragazze!”. Vedo la gioia nei loro occhi, è un momento molto bello.

Quindi l’ingresso della fiaccola nel cuore del salotto cittadino, lungo via Roma, con la già citata e affollatissima apoteosi in piazza Libertà, alla presenza del sindaco Nicola Finco e di altri amministratori del territorio. Ma il vero momento culminante di questo Olympic Day in salsa bassanese – anche e soprattutto per il suo carico di significato simbolico – è il passaggio della fiaccola sul Ponte Vecchio, in quella che è la fase top di confusione tra evento in corso, servizio d’ordine, telefonini impazziti e pubblico assiepato in spazi più ristretti. È da qui che parte con la torcia accesa, per il suo tratto di competenza in ascesa su salita Gamba, un volto noto dello sport. È Pierpaolo Ferrazzi. Già, proprio lui: il nostro Pierpa nazionale, medaglia d’oro di kayak slalom alle Olimpiadi di Barcellona 1992 e medaglia di Bronzo a Sidney 2000. Ancora popolarissimo, come si evince dai festosi saluti della folla nei suoi confronti.

Il grande Pierpa da Valstagna non è l’unico sportivo famoso impegnato nella kermesse: tra i 22 tedofori che complessivamente si danno il cambio della fiaccola lungo il percorso bassanese c’è infatti anche Monica De Gennaro, detta Moki, pallavolista dell’Imoco Conegliano, già veterana azzurra, campionessa olimpica con l’Italvolley femminile a Parigi 2024 e campionessa mondiale, sempre con la Nazionale di Julio Velasco, nel 2025. Per la serie: scusate se è poco.

Poco dopo mezzogiorno, il viaggio della fiaccola di Milano Cortina 2026 si tuffa nell’ultima cascata di applausi bassanesi in viale Venezia, tratto conclusivo del percorso a cinque cerchi cittadino. Quindi il rompete le righe: con grande soddisfazione per l’organizzazione del Comune per l’ottima riuscita dell’impegnativo appuntamento e con grande sollievo per il traffico veicolare, temporaneamente bloccato a più riprese per consentire il passaggio dei tedofori e di tutto il movimentato ambaradan circostante.

“È andato tutto bene, era importante ed è stato emozionante. Siamo partiti a lavorare da giugno”, mi scriverà poi su WhatsApp il vicesindaco ed assessore allo Sport Mariano Scotton.

È proprio vero: di fiamma ce n’è una sola.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.