Quando Ludwig van Beethoven scrisse la famosa Nona Sinfonia era già nell’età della piena maturità, tra il 1822 e il 1824. Morì qualche anno dopo, nel 1827.
Lo stesso non si può dire dell’Hockey Club Asiago, laureatosi Campione d’Italia 2025-26, domenica 11 gennaio, all’Arena Santa Giulia a Milano. Un risultato quasi sorprendente se si pensa che solo 9 mesi fa (e il 9 torna spesso in questa storia) l’Hockey Club Asiago ripartiva quasi da zero. A marzo, infatti, si consumava l’esclusione dell’Hockey Asiago 1935 dalla ICE Hockey League, l’evoluzione transfrontaliera del campionato austriaco dove la formazione altopianese ha partecipato dal 2022 al 2025. Dopo tre anni di prova, la società non era riuscita ad adeguarsi a una serie di obblighi richiesti dalla lega, provocando quindi la revoca della membership.
Parallelamente, nasceva l’Hockey Club Asiago che ha tentato di rientrare subito nell’ICE Hockey League ma ha dovuto “accontentarsi” dell’iscrizione all’Alps Hockey League, di fatto la Serie B della ICE. Poco male perché, dopo tre quarti della regular season la Migross Asiago è quarta in classifica, in piena corsa per qualificarsi al Master Round e accedere direttamente ai play-off.
Nel frattempo, in campo italiano, Asiago è tornata a riassaporare il gusto con la vittoria. Dopo tre stagioni d’assenza per la partecipazione all’ICE League, gli altopianesi si sono subito ricuciti sul petto il tricolore, il nono della loro storia. Manco a farlo apposta, la sfida finale si è consumata con gli eterni rivali del Renon, con cui negli anni recenti si sono giocate partite e finali infuocate.
In virtù del miglior piazzamento in classifica tra le squadre italiane, Asiago è arrivata alle Final Four di Milano per giocarsi il tricolore. Il catino dell’Arena Santa Giulia, che ospiterà le partite di hockey durante le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, ha visto la formazione guidata da John Parco battere di misura 2-1 Cortina nella semifinale.
Diversa, invece, la finale con Ritten messa fin da subito in discesa grazie a una partenza sprint. Dopo i primi 20 minuti di gioco Asiago era 4-1, con un parziale iniziale che ha letteralmente spezzato le gambe a Ritten, permettendo a Gios e compagni di controllare nei restanti due tempi, chiudendo con un 8-3 finale senza storia.
Il titolo di Campione d’Italia torna dunque ad Asiago un po’ a sorpresa, se si pensa alle vicissitudini vissute in Altopiano negli ultimi mesi. Ma sorprese di questo tipo sono sempre ben gradite, perché permettono di rilanciare le ambizioni di un ambiente tra i più caldi in Italia. Al Pala Hodegart si viaggia sempre intorno ai 3 mila spettatori e il tifo è fatto di passione e calore.
Il nono scudetto dell’Asiago chiude anche un cerchio simbolico. Il primo di questi nove tricolori, infatti, arrivò proprio a Milano, nell’aprile 2001 vinse gara 4 della finale contro la squadra di casa. Venticinque anni dopo, l’Asiago ha 20 trofei in bacheca e va verso l’obiettivo della seconda stella il prossimo anno. Oltre ai 9 scudetti vanno aggiunte le due Alps League (2018 e 2023), le tre Coppe Italia (la prima nel 1992) e le sei Supercoppe Italiane.
La storia d’amore tra Asiago e l’hockey su ghiaccio continua, pronta a suonare nuove sinfonie.
