Questa cosa non ci farà conquistare più “aura” di quella che abbiamo già, chi più e chi meno. Ma dell’Aura Battle tra ragazzi che era in programma venerdì scorso in Centro Studi a Bassano ed era anche iniziata ma è poi stata interrotta dall’intervento dell’assessore comunale alla Sicurezza Alessandro Campagnolo (si legga il mio precedente articolo “Ispettore Callaghan: il caso Aura è tuo”) sentiremo parlare ancora per giorni.
Non per la “sfida di carisma” tra minorenni in sé, che è stata bloccata sul nascere, ma proprio per l’incursione dell’amministratore comunale.
Sull’episodio sta cominciando a muoversi la politica locale e a rompere il ghiaccio è la lista civica Bassano per Tutti, con un comunicato stampa trasmesso in redazione dalla portavoce Erica Fontana.
“Quanto accaduto ci è sembrato surreale e, francamente spropositato – afferma la lista civica nel testo di accompagnamento della mail –. Ci ha inoltre suscitato una riflessione che è frutto anche di un confronto che abbiamo cercato con un gruppo di giovani. Dialogo e relazioni possono aiutare a capire certe dinamiche e, solo dove ce ne sia bisogno, prevenirle.”
Da qui l’invio in data odierna del comunicato stampa che come capirete è stato scritto ieri, sabato 17 ottobre, e che è stato redatto “nella convinzione che non sia una reazione disordinata e sproporzionata, in primis del nostro assessore alla Sicurezza, Alessandro Campagnolo, che possa garantire sicurezza”.
Come dal testo che segue.
COMUNICATO
Questa nostra riflessione è frutto del confronto con ragazzi e ragazze che la scuola la vivono ogni giorno.
Quanto scalpore per nulla…
Ieri abbiamo assistito a una scena quasi surreale: schieramenti imponenti di forze dell’ordine, pattuglie, agenti e persino l’Assessore alla Sicurezza in prima linea, pronti a fronteggiare quello che si è rivelato essere… un centinaio di ragazzi curiosi riuniti per qualche battuta e due mosse di carisma da social. Il tutto durato qualche minuto, tra curiosità e imbarazzo, prima di disperdersi naturalmente tra gli autobus.
Nessuno vuole sottovalutare la sicurezza o la memoria di episodi di degrado passati ma è proprio sulla visione politica dell’amministrazione che dobbiamo interrogarci. L’impressione rimasta a tutti, genitori compresi, è quella di una reazione disordinata e sproporzionata, guidata dall’ansia e da un atteggiamento decisamente paternalista. Quando un’amministrazione risponde ad ogni segnale di aggregazione giovanile schierando le sirene, dimostra di non avere gli strumenti per leggere la realtà dei più giovani.
I ragazzi di oggi stanno vivendo codici, linguaggi e trend che cambiano alla velocità di un reel. Se rispondiamo ai fenomeni sociali solo ed esclusivamente con il “blindiamo tutto e soffochiamo sul nascere” significa fare repressione preventiva, non prevenzione attiva. Si rincorre il sintomo invece di gestire il processo.
Crediamo convintamente che il cambio generazionale e le dinamiche giovanili vadano compresi, accompagnati e guidati con spazi di aggregazione sani, presenza di educatori di strada, dialogo e cultura civica, non con il tono amaro da “ramanzina” o con la prova di forza. A volte può spaventare?
Assolutamente. Ma ogni evoluzione e trasformazione sociale ha sempre avuto un filo conduttore, il timore di non avere il controllo del futuro quando in realtà ci sono tutti gli strumenti per gestirle e accompagnarle nella giusta direzione, rispettosa del fragile equilibrio sociale e delle sensibilità altrui. I giovani escono dai social, si incontrano dal vivo, si riappropriano degli spazi e della socialità.
Eppure, agli adulti, anche questo non va bene.
I giovani bassanesi non cercano lo scontro, lo hanno dimostrato nuovamente ieri, cercano spazio, ascolto e condivisione. Reprimere non significa risolvere. Significa allontanare i giovani dagli spazi pubblici, alimentare la distanza tra generazioni e impedire che la socialità possa svilupparsi liberamente.
Se l’unica risposta della città ai loro linguaggi è la blindatura, il messaggio che mandiamo loro è che Bassano non è una città adatta a loro. Possono sbagliare come chiunque di noi e per questo vanno ascoltati, a volte moderati, altre volte assecondati. Se i giovani non vanno bene quando stanno sui social e non vanno bene nemmeno quando si incontrano dal vivo, allora il problema non sono i giovani: è l’incapacità degli adulti di ascoltarli. Noi vogliamo una Bassano sicura, sì, ma intelligente, aperta e pronta a gestire il presente, non a farne la caricatura.
Lista Civica Bassano per Tutti

