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Di Sammy ce n’è uno solo

A due anni dalla sua scomparsa e nella giornata degli 800 anni dalla morte di San Francesco, inaugurata sul nuovo belvedere di piazzale Terraglio la statua di Sammy Basso. Festosa cerimonia con intermezzi musicali e con l’intervento del presidente della Camera Lorenzo Fontana. Ma il grande protagonista è stato il popolo di Sammy.

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Ott 4, 2026

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I genitori di Sammy, Amerigo e Laura, con la statua di Sammy. Foto di Alessandro Tich

Il suo volto, sorridente come sempre, rivolto in direzione del Ponte di Bassano. Attorno al collo, un pendaglio con la croce “Tau” di San Francesco, a cui era devoto. Sotto la mano sinistra, la doppia elica del DNA, simbolo della sua attività di ricercatore nel campo della biologia molecolare. Sotto il DNA, una scritta che riporta una sua frase: “Non cambierei una virgola della mia vita e so anche perché: ho avuto la forza di prenderla per quello che è e renderla unica. Sammy Basso.”

Eccola qua. È la statua di Sammy, inaugurata oggi sul nuovo belvedere di piazzale Terraglio, a due anni dalla sua scomparsa (5 ottobre 2024) e nel giorno dell’800simo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi.

Non una coincidenza fortuita ma una concomitanza fortemente voluta dall’amministrazione comunale di Bassano, che ha imposto alla Fonderia Guastini di Gambellara la scadenza del 4 ottobre per svelare alla città la statua commemorativa in bronzo di questo piccolo grande uomo affetto da progeria, la rara sindrome da invecchiamento precoce, che ha trasformato la sua sofferenza e i suoi 28 anni di vita in un inno alla positività.

Detto, fatto. Ricavata da due sole foto del soggetto da scolpire e realizzata un po’ più in grande della grandezza naturale, la statua – opera dello scultore Artur Sulce – è stata consegnata in tempo utile dalla Fonderia per poter essere inaugurata nel gran giorno previsto.

Quella che avviene oggi, però, non è una semplice inaugurazione. È una giornata di festa, all’insegna della gioia, come Sammy Basso avrebbe voluto. Ed è forse uno dei rari casi in cui ogni parola spesa nei suoi confronti non è retorica ma è sincero riconoscimento.

L’appuntamento è fissato al Teatro Tito Gobbi del Castello degli Ezzelini, per i discorsi di rito prima dello svelamento della scultura sul belvedere che a Sammy è stato pure intitolato. Ma non è la solita cerimonia. Prima, durante e dopo gli interventi delle autorità si esibiscono infatti i giovani cantori e i musicisti dei Mendicanti di Sogni, compagnia teatrale con cui ha recitato anche Sammy, che introducono l’evento con una versione “musical” del Cantico delle Creature di San Francesco. I Mendicanti di Sogni animeranno l’atmosfera anche un po’ più tardi, dopo lo scoprimento della statua. Festosità allo stato puro: ed è giusto che sia così.

Nell’occasione è presente il pubblico delle grandi occasioni. C’è anche una delegazione di Mühlacker, la città tedesca gemellata con Bassano, fedele partecipante alla Fiera Franca d’Autunno, col nuovo sindaco Stephan Retter. Ma ci sono soprattutto, in mezzo alla platea, tante storie di amicizia con Sammy.

Come ad esempio quella della “Squadra delle Stelle” della Jesolo Triathlon, presente in blocco con la propria divisa giallo vivo, che lo scorso 30 maggio ha organizzato a Monastier di Treviso il 1° “Memorial Sammy Basso”, gara podistica benefica che sarà riproposta anche l’anno prossimo. Ma ci sono anche, sempre per esempio, Vigilio Costa che per 18 anni è stato il presidente della Pro Loco di Canale d’Agordo e che per tre volte ha invitato Sammy e i suoi genitori ad altrettanti incontri nel suo paese, e suo figlio Franz di cui Sammy è stato testimone di nozze. E tra il pubblico presente chissà quante altre persone sono legate a questo ragazzo che aveva l’innata capacità, grazie alla sua simpatia, di intessere amicizie e relazioni.

Intervenendo per primo sul palco del Teatro Tito Gobbi, il sindaco Nicola Finco ripercorre la genesi del progetto di “una statua a grandezza naturale che possa diventare un simbolo” in un punto della città “dove si incontrano le giovani generazioni”, per quello “che ha rappresentato Sammy Basso che in questo mondo di lamentazioni ci ha insegnato a vivere la vita ogni giorno”. “I suoi genitori – dichiara ancora il sindaco – hanno preso in mano il testimone di questo ragazzo per trasmettere i valori che lui ha lasciato a tutti noi.”

Laura Lucchin e Amerigo Basso, i genitori di Sammy, continuano l’opera del figlio con l’Aiprosab, l’Associazione Italiana Progeria a lui intitolata. E, parlando sul palco, ringraziano Bassano per l’omaggio. “Bassano per Sammy è stata sempre una città che ha dato tanto, un suo punto di riferimento fin da piccolo – afferma Laura –. E poi cinque anni di studi a Bassano, al Da Ponte, hanno ampliato la sue rete di amicizie e di conoscenze. E adesso che lui non c’è più, non è cosa semplice né banale ricordarlo con un’opera di questo tipo.” “Sicuramente – prosegue la mamma – lui si sta godendo da lassù questa giornata a ricordo di quello che Sammy ha ricevuto da Bassano e che Bassano ha ricevuto da Sammy.”

“Per Sammy le amicizie e le relazioni erano fondamentali – aggiunge Amerigo –. Le amicizie, come diceva lui, sono il sale e il pepe della vita. Faceva tutto non per sé ma per gli altri, perché sapeva che la sua vita era breve. Grazie Sammy per quello che hai fatto e per quello che stai facendo ancora.”

La guest star della situazione è il presidente della Camera Lorenzo Fontana, che in più occasioni aveva avuto modo d’incontrare il piccolo grande Sammy da Campagnari di Tezze sul Brenta. Lo ricorda come “un amico, un ricercatore appassionato della vita, sempre pronto a spendersi per gli altri, che ha trasformato le difficoltà in un incredibile movimento di comunità e di popolo”. “Il suo è un valore per tutta la comunità – è ancora un passaggio dell’intervento di Fontana –. Non parlava di sofferenza ma la trasformava in gioia. Non lamentarsi mai non fa “like” e non fa “audience” ma è una cosa che fa bene a tutti è in particolare alle nuove generazioni.”

Dal Castello degli Ezzelini si passa quindi in piazzale Terraglio, per il momento clou della giornata ovvero lo scoprimento della statua di Sammy. Operazione non semplice da seguire per noi cronisti, collocati in un angolo dedicato, guardati a vista dalle forze dell’ordine e soprattutto dagli arcigni e robusti uomini con l’auricolare del servizio di sicurezza del presidente della Camera. È il solito teatrino, ma comunque ce la facciamo. 

Terminata la cerimonia, e liberato il campo dalle autorità, comincia il pellegrinaggio del popolo di Sammy. Per due ore di fila, complice anche l’andirivieni della domenica di Fiera Franca, tantissime persone confluiscono di continuo per sedersi accanto alla statua e per farsi fotografare “con Sammy”. Foto singole, foto di gruppo, selfie, adulti e bambini: è l’incessante rituale dell’incontro ravvicinato con l’effigie di Sammy Basso da consegnare ai social.

“È proprio lui” e “speriamo che duri” sono i due commenti principali captati dalle mie orecchie. Il secondo dei quali è riferito all’auspicio che la scultura in bronzo possa “reggere” ad eventuali eccessi della movida giovanile notturna che su quel belvedere ama ritrovarsi.

Il ragazzo più vecchio del mondo, che dalla sua malattia ha saputo costruirsi una vita meravigliosa, continua così a esercitare un potere di attrazione anche nella forma di una statua. La gente lo abbraccia, gli tocca continuamente la testa e le mani, come se fosse la statua di un santo. Ma è inevitabile. Perché, come dice il noto proverbio, riadattato al nostro piccolo grande uomo, di Sammy ce n’è uno solo.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.