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Crisi abitativa: dalle proteste spagnole ai prezzi bassanesi

La crisi del mercato immobiliare colpisce tutta Europa con l’aumento dei prezzi… e non sappiamo ancora come reagire.

Domenico Riccio Domenico Riccio
  • Ott 8, 2026

magzin magzin

La crisi abitativa è un dramma che sta attraversando tutta l’Europa. In questi giorni stiamo assistendo alle proteste del popolo spagnolo, con milioni di persone che sono scese in strada e il governo che proprio sulla questione casa è crollato in parlamento portando alle dimissioni del premier Pedro Sànchez.
La questione della casa è sempre stata di competenza nazionale, ma vista l’emergenza la Commissione Europea nel 2024 ha dato una delega speciale sugli alloggi al commissario per l’Energia Dan Jørgensen. La motivazione ufficiale è che nell’Unione Europea dal 2010 al 2023 il prezzo delle case è aumentato in media del 48% e quello degli affitti del 22%. In un sondaggio commissionato dall’UE, la maggioranza dei cittadini ritiene la mancanza di alloggi a prezzi accessibili un problema urgente, anche più di inquinamento e sicurezza.

I primi tentativi di risolvere il problema sono arrivati col blocco degli affitti o dei sussidi, ma non è bastato. Il modo migliore sarebbe quello di costruire nuove abitazioni, possibilmente popolari. In tutta l’Unione Europea sono meno del 7% del totale, anche se gli studi di Housing Europe, una ong che studia questo problema, mostrano che ci sono differenze enormi tra i vari Stati membri. Secondo il loro report “EU Reports on Housing 2025-2026” in Austria, Danimarca e Paesi Bassi gli alloggi popolari sono più del 20%; fanalino di coda sono Italia, Romania e Croazia, con meno del 5%.
Per realizzare nuove case popolari occorre prima di tutto trovare fondi, che gli Stati non hanno al momento, ma anche tempo. La burocrazia e la mancanza di lavoratori specializzati sono un problema enorme per quasi tutti gli Stati europei, stando al report.
Ultimo, ma non per l’incidenza che ha, è il problema degli affitti turistici brevi che stanno saturando il mercato, per questo il commissario Jørgensen sta lavorando ad un nuovo regolamento che ne contenga la diffusione. Un pò come chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati.

Anche nella nostra Bassano la crisi degli alloggi è un tema cruciale. Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) sono più di 280, ma quasi un centinaio sono attualmente sfitti e una trentina sono inagibili. 
Nel frattempo l’amministrazione comunale ha aperto un bando per l’assegnazione di nuovi alloggi ERP, che diventeranno disponibili (o accessibili) durante il periodo di validità della graduatoria. Le domande possono essere presentate fino al 16 novembre 2026, tramite il portale regionale dedicato proprio ai bandi per le case ERP.
Questo bando però è ben lontano dal coprire la richiesta effettiva di appartamenti nel nostro comune, soprattutto se si guarda al di fuori del sistema dell’edilizia residenziale pubblica.

Il mercato abitativo bassanese offre pochissime soluzioni per chi cerca casa in affitto e questo ha fatto lievitare i prezzi a livelli mai visti prima. Basta una veloce ricerca sui siti specializzati per rendersi conto che un appartamento da 100mq nel nostro comune ha un affitto medio di 900€ al mese.
Se invece si pensa all’acquisto, il prezzo medio per un appartamento a Bassano del Grappa è di 1800€/mq, che aumenta man mano che ci si avvicina al centro. Se a questo si aggiunge l’aumento dei tassi di interesse per i mutui legati alla situazione geopolitica attuale, diventa difficile per il cittadino medio riuscire a comprare una casa.

I governi europei stanno cercando di affrontare questa crisi con diverse strategie. Alcuni propongono la costruzione di nuove case, altri puntano a regolamentare gli affitti. Il governo Meloni, al momento, sta seguendo un approccio misto.
Ma mentre i governi ragionano su cosa fare, solo in Italia quasi 3 milioni di cittadini lottano ogni giorno per trovare una casa accessibile.

Domenico Riccio

“Ho lavorato come Responsabile Comunicazione in ambito politico per anni, poi ho deciso di fare il salto dall’altro lato. Appassionato di politica, storia e citazioni. Vedo il giornalismo come l’arte di raccontare la verità, non formare opinioni.”