Caspita, come passa il tempo. È vero che sulla Luna il tempo scorre più velocemente a causa di un campo gravitazionale più debole rispetto a quello terrestre, come insegna la teoria della relatività di Herr Einstein. Ma qui siamo sulla Terra, e non mi sembra vero che sia già trascorso esattamente un anno dall’allunaggio del LuGRE (Lunar GNSS Receiver Experiment), il ricevitore satellitare progettato e realizzato dall’azienda di ingegneria aerospaziale Qascom di Cassola, trasportato sulla Luna dal lander Blue Ghost di Firefly Aerospace, prima strumentazione Made in Italy a posarsi sul suolo del nostro satellite dopo avere infranto il record assoluto di distanza dalla Terra per la ricezione satellitare nello spazio.
Era il 2 marzo 2025: alle 9:34 ora italiana, è avvenuto il fatidico touchdown lunare della missione Blue Ghost 1 partita il 15 gennaio dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida, a bordo di un vettore Falcon 9 di SpaceX. Quel 15 gennaio ma soprattutto quel 2 marzo dell’anno scorso c’ero anch’io al quartier generale degli ideatori e sviluppatori del LuGRE in via Monte Asolon a San Zeno di Cassola, assistendo con i miei occhi a un’ondata di eccitazione e di emozione che è impossibile da descrivere a parole.
E oggi, proprio nel giorno del primo anniversario di quel primo allunaggio “bassanese” (la prima sede della società di ingegneria aerospaziale era in via Marinali a Bassano, dove il LuGRE è stato progettato), l’amministrazione comunale di Cassola e la Qascom hanno organizzato all’Auditorium Vivaldi un incontro con gli studenti, seguito da un briefing per la stampa, per ripercorrere assieme le tappe di un traguardo storico per l’Italia e per l’esplorazione spaziale. Presenti in platea quasi trecento ragazzi e ragazze delle scuole superiori di Bassano Fermi, Einaudi, Remondini, Brocchi e Scotton – con due classi partecipanti per ciascun istituto – più 124 studenti delle terze medie di Cassola accomodati in galleria, per un totale di circa 400 giovani spettatori all’evento. Intervenuti sul palco, per illustrare le fasi della missione e per rispondere alle domande degli studenti, il presidente e AD di Qascom Oscar Pozzobon, il LuGRE Project Manager di LuGRE Samuele Fantinato, il LuGRE Technical Manager Efer Miotti, il socio di Qascom Carlo Brunetti e ovviamente il primo cittadino di Cassola Giannantonio Stangherlin, a cui nessuno potrà mai usurpare il titolo di primo sindaco italiano sulla Luna. Seduto prima fila, quale ospite d’onore, il generale Luca Goretti, già Capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare italiana, in quiescenza da un anno. Fosse ancora in servizio, visto quello che sta succedendo in queste ore nel mondo, non sarebbe certamente qui.
“Volevamo stimolare la comunità locale su tutti quelli che sono i temi della scienza e dello spazio, perché aiuta sicuramente i giovani a capire il futuro, le tecnologie che stanno andando, e dare un po’ di stimolo alle nuove generazioni”, spiega Oscar Pozzobon a Seven Magazine in merito alla ragione di questo incontro. Ma cosa può significare la Luna ai ragazzi di oggi? “Oggi è tutto diverso – risponde l’AD di Qascom nonché già LuGRE Mission Manager –, perché hai un forte stimolo da tutto il mondo media e quindi ti chiedi spesso se quello che vedi è vero o falso. Con l’avvento dell’Artificial Intelligence, ad ogni video ci si pone la domanda “ma è vero quello che sto vedendo?”. Pochi minuti fa un ragazzo ci ha chiesto se i video erano veri, se le foto sono vere. Perché la Luna è una sfida non da poco, siamo a 400.000 chilometri dalla Terra, non è il Monte Everest. E quindi è difficile pensare che veramente si possa arrivare lì.”
E adesso, a un anno dalla conclusione della missione LuGRE, c’è qualche sviluppo o novità che si può anticipare? “Noi siamo coinvolti sul programma Moonlight, che è il programma di creazione di satelliti di comunicazione e navigazione sulla Luna, e questa è la grande novità su cui stiamo lavorando – anticipa Oscar Pozzobon –. È un’attività dell’Agenzia Spaziale Europea su cui Qascom ha la responsabilità per fare i ricevitori, ed è quindi una fetta importante del lavoro. E poi sicuramente stiamo guardando al futuro. Le prossime future missioni Luna e Marte sono già sul tavolo.”
Ma per collaborare alle missioni nello spazio, dal punto di vista scientifico e imprenditoriale, quanto è importante avere i piedi per terra? “Come ho detto poco fa – conferma Mister Qascom –, noi dobbiamo avere una buona dose di determinazione, di innovazione e di passione ma anche il giusto livello di umiltà. Perché è giusto che ci spingiamo al massimo dei nostri limiti, ma sempre con la consapevolezza di non superarli, perché altrimenti fallirebbero le missioni.”
“Siete stati fortunati”, afferma il sindaco di Cassola Giannantonio Stangherlin rivolgendosi agli studenti al termine dell’incontro. E perché? “Perché hanno avuto l’opportunità di conoscere, dalla diretta esperienza di chi l’ha resa possibile, una realtà che è quella dell’evento storico di allunaggio di un primo strumento italiano sulla Luna – ci dice il primo cittadino –. Uno strumento che ha battuto ogni record per quanto riguarda la ricezione dei segnali satellitari ed è questo sicuramente un dato importante, ma poi anche per il fatto che qui siamo di fronte ad un’esperienza e anche ad un esempio di come con passione, dedizione e studio si possa raggiungere qualsiasi sogno ci si ponga di fronte.” “L’idea che sta alla base di questo evento, per quanto mi riguarda – aggiunge il sindaco –, era quella di evidenziare a tutti i ragazzi come la scuola possa essere proprio la rampa di lancio per iniziare a pensare con la propria testa, per capire chi sono e cosa possono dare a livello di proprio contributo al mondo e questo in un’ottica di realizzazione personale che non è necessariamente il raggiungimento del successo, come molto spesso oggi si sente dire in maniera forse abusata, ma il compimento della propria personalità.”
Quando io ero piccolo, nell’era della conquista dello spazio, si diceva “da grande voglio fare l’astronauta”. Ma ora che lo spazio è tornato di moda, quanto è reale per i ragazzi di oggi pensare “da grande voglio fare l’ingegnere aerospaziale”?
“Non lo escludo, perché effettivamente oggi le opportunità che ci sono, sono sicuramente moltiplicate rispetto a quelle che c’erano quando ad esempio ho iniziato a studiare io – risponde Stangherlin –. Quindi, indubbiamente credo che ci sia questa possibilità. E il fatto che ci siano nel nostro territorio, e non necessariamente a Palo Alto in California ma qua a Cassola, realtà che permettono poi di intercettare persone che arrivano anche dalla NASA, ci dà l’idea dell’opportunità che molti giovani possono avere di intraprendere questo percorso.”
Che dire, in conclusione, a un anno esatto da quel touchdown sulla Luna? Un piccolo Qascom per l’uomo, un grande passo per il futuro della navigazione satellitare nello spazio.
