Ci sono momenti nei quali i personaggi di spicco della politica nazionale, ministri compresi, escono dalle loro torri d’avorio romane e da “irraggiungibili” diventano “disponibili”: a incontrare la gente, a stringere mani, a sorridere ai quattro venti, ad accettare volentieri di farsi scattare foto e selfie. Sono i momenti delle campagne elettorali, quando tutto diventa possibile. Non fanno eccezione le campagne referendarie e ne abbiamo avuto conferma ieri, quando il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in quota Fratelli d’Italia, si è materializzato all’improvviso a Bassano del Grappa.
Lo ha fatto per sostenere, in una conferenza stampa allargata agli aficionados nel locale Sotto La Torre di piazza Garibaldi angolo via Vendramini, le “ragioni del Sì” al referendum sulla giustizia – o per meglio dire, sulla riforma dell’ordinamento della magistratura – di domenica e lunedì prossimi. E ci mancherebbe che Nordio non sostenesse la conferma della legge costituzionale che separa le carriere di giudici e pubblici ministeri, istituisce due CSM separati e introduce la nuova Alta Corte Disciplinare, visto che l’ha firmata lui.
Proprio lui: Nordio l’inarrivabile, inutilmente invitato a Bassano del Grappa a visitare la Cittadella della Giustizia quando la questione del Tribunale della Pedemontana era ancora in sospeso, mentre il suo sottosegretario leghista Andrea Ostellari qui era invece di casa. Poi l’anno scorso è arrivato lo schema di disegno di legge approvato in Consiglio dei Ministri per la resurrezione di alcuni Tribunali periferici soppressi nel 2012, Bassano compreso, ora all’esame del Parlamento per la conversione in legge definitiva. Ed eccolo qua finalmente, il ministro della Giustizia, tra l’altro veneto di Treviso, in una giornata bassanese che dopo la conferenza stampa promossa dal suo partito si è trasferito assieme all’on. Silvio Giovine a Palazzo Bonaguro dove ha partecipato brevemente, ma con tutti gli onori del caso, al pranzo di gala dell’Asparago “Bassano in Bianco – La Prima”, riuscendo anche a degustare una porzione di Sparasi e Ovi, come già riportato nel mio articolo precedente. Dalla campagna referendaria alla campagna bassanese, dove si producono gli Asparagi, il passo è stato quindi breve.
Ma non di solo referendum ha parlato Carlo Nordio al popolo di centrodestra convenuto ad ascoltarlo Sotto la Torre in piazza. Perché, inevitabilmente, “imboccato” dal sindaco Finco, l’esponente di Governo non ha potuto non esprimere il suo pensiero anche sul nuovo Tribunale di Bassano del Grappa, i cui tempi di apertura sono attesi dal popolo bassanese come la toga dal cielo.
“I tagli lineari sono sempre pieni di equivoci perché non puoi mettere sullo stesso piano realtà che sono completamente diverse”, ha dichiarato il ministro riferendosi alla riforma della geografia giudiziaria del 2012 che ha cancellato il vecchio Tribunale di Bassano, accorpandolo a Vicenza. “Quando si è trattato di parlare di Bassano, ho fatto un esempio a chi non conosceva questa zona – ha aggiunto –. Io sono venuto due o tre volte in elicottero, non come ministro ma in forma privata con degli amici, e ho detto: “Ma voi avete mai visto la zona di Bassano in elicottero? In quella zona ci sono più industrie, più energie produttive, più mondo della finanza, dell’artigianato e della produzione di ricchezza, con un Pil che è un quinto di quello della Grecia”. E allora lasciar fuori la giustizia di prossimità in un territorio come quello, solo perché Bassano a Roma magari dice poco o niente tranne il Ponte, è una follia.”
Nordio ha riferito che la causa di Bassano è stata quindi portata avanti “non per campanilismi ma documentando quella che è la realtà economica, e facendo anche il paragone che il venir meno della giustizia di prossimità avrebbe provocato quei danni che abbiamo visto con il Covid, quando è stata eliminata la medicina di prossimità”. “La giustizia di prossimità è una giustizia fondamentale, perché se tu fai una selezione in base all’eccellenza e in base alla difficoltà di quella che si chiama la materia del contendere, è ovvio che devi andare presso Tribunali ultraspecializzati – ha proseguito il ministro –. Il Tribunale dei Brevetti, in Italia, ha sede a Milano. Ma per tutto il contenzioso che riguarda non soltanto il diritto penale ma anche il diritto civile di una realtà come questa, era irrazionale togliere il presidio di giustizia linearmente. E li abbiamo convinti.”
Nell’occasione, il ministro ha annunciato che “entro il 2026 ripianeremo le carenze degli organici nella Giustizia e avremo 1500 magistrati in più”, a fronte di “due concorsi che sono già stati fatti e altri tre in corso”. Ergo – udite udite –: “Il Tribunale di Bassano non sottrarrà personale”. Sui tempi di riapertura del nuovo Tribunale di via Marinali non si è invece sbilanciato, limitandosi ad affermare di “puntare a chiudere l’iter parlamentare entro la legislatura”.
“Ora si tratta di chiudere il cerchio – ha assicurato Nordio –. Finito questo momento concitato del referendum, sicuramente riprenderemo in mano la questione e talloneremo il Parlamento. E la porteremo a compimento anche perché, quale che sia il risultato del referendum, e anche nell’ipotesi “metafisica” che dovesse vincere il No, non cambierebbe nulla. Il Governo resterebbe dov’è, il Parlamento resterebbe dov’è e la legislatura continuerebbe fino al suo esito fisiologico. E quindi la vana speranza di dare una spallata o anche un indebolimento al Governo, al Parlamento e alla maggioranza con un esito negativo del referendum è niente più, appunto, che una vana speranza.”
Questi sono stati dunque i messaggi lanciati a Bassano del Grappa dal ministro della Giustizia, in una giornata da Tribunali e Ovi.
