Continuano a nascere in Veneto come funghi – ma sono funghi benefici – le Case della Comunità: le strutture sanitarie “intermedie” fra territorio e Ospedale, previste e principalmente finanziate dal PNRR, chiamate a garantire alla popolazione servizi di assistenza di prossimità, con l’obiettivo di decongestionare gli accessi ai Pronto Soccorso e di offrire servizi integrati di assistenza primaria, specialistica, infermieristica e sociale.
Questa mattina il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, accompagnato dalla direzione strategica dell’Ulss 7 Pedemontana e dai sindaci del territorio, ha visitato il cantiere della Casa della Comunità di Thiene e successivamente la Casa della Comunità di Schio, inaugurata nei primi giorni di ottobre dello scorso anno, constando così il buon andamento dei lavori per la prima – che sarà ultimata entro i primi giorni di marzo – e gli importanti risultati già registrati al De Lellis.
“In realtà – precisa il direttore generale dell’Ulss 7 Pedemontana Carlo Bramezza – anche a Thiene la Casa della Comunità è di fatto già attiva, perché pur in locali provvisori abbiamo già reso operativi tutti i servizi innovativi e caratterizzanti come il Punto Unico di Accesso e l’Infermiere di Famiglia o di Comunità. Questo per mettere immediatamente a disposizione dei cittadini i servizi previsti dal DM 77, in attesa che venga completato anche il nuovo Centro Trasfusionale, che pur non essendo previsto dalle normative andrà ad arricchire ulteriormente l’offerta di servizi della Casa di Comunità di Thiene. Parallelamente, quella di Schio sta lavorando a pieno regime, con numeri di accessi che sono stati subito significativi e in costante aumento.”
Per quanto riguarda più in dettaglio la Casa della Comunità di Thiene, l’intervento di riqualificazione – quasi ultimato – riguarda un’area di 674 mq al piano terra dell’area Nord, dove oltre alla Casa della Comunità sono stati ricavati il nuovo Punto Prelievi (già attivo) e il nuovo Centro Trasfusionale, che sarà ultimato nei primi giorni di marzo.
Nel frattempo l’Azienda ha già attivato tutti i servizi previsti per le Case di Comunità, anticipando così di fatto la sua attivazione, in attesa di trasferirli nell’area oggetto della ristrutturazione, una volta ultimato il Centro Trasfusionale.
Da gennaio 2026 ad oggi, presso il Boldrini, sono già stati registrati 505 accessi al PUA e 70 prestazioni dell’Infermiere di Famiglia o di Comunità – novità assolute rispetto al passato -, oltre a 762 visite specialistiche e 652 prestazioni diagnostiche. Non mancano inoltre la presenza della centrale dell’Assistenza Domiciliare Integrale e spazi dedicati al Serd, alla Salute Mentale e al Consultorio Familiare; 1.431 sono state invece le richieste gestite dalla Continuità Assistenziale
L’investimento complessivo è pari a 1.480.000 euro, di cui 1.250.000 tramite fondi PNRR – Missione 6. C1 Investimento 1.1 “Case della comunità e presa in carico della persona” e il rimanente tramite Fondo Sanitario Regionale e Fondo integrativo per l’avvio delle opere indifferibili.
