E così, è finalmente partito un nuovo cantiere al Tempio Ossario di Bassano del Grappa. Già, proprio lui: il nostro Tempio scaduto, ormai da troppi anni in attesa del suo restauro e messa in sicurezza definitiva che è di competenza delle strutture del Governo, dal momento che a detenere il diritto d’uso dell’edificio, in quanto sacrario militare, è il Ministero della Difesa. Si parte intanto dall’involucro esterno: giovedì 5 marzo sono partiti i lavori per la conservazione della facciata principale e della controfacciata, per un importo di contratto di oltre 164 mila euro finanziati dall’ente appaltante che è la Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Non so sinceramente quale anniversario di interesse nazionale abbia generato il risveglio dell’attenzione dell’Esecutivo centrale nei confronti della chiesa coi mattoni rossi che conserva le spoglie di oltre 5.400 soldati caduti nella Prima Guerra Mondiale, ma in effetti poco importa. L’importante è che dopo un perdurante periodo di stallo si riprenda a sistemare questo Tempio non propriamente bellissimo ma carico di memoria storica. Durata prevista dell’intervento: 140 giorni naturali e consecutivi. Data di fine lavori: 22 luglio 2026. Impresa esecutrice: Ducale Restauro Srl di Venezia. L’obiettivo del restauro della facciata è quello di riaprire l’ingresso principale, ostruito fino ad oggi da una serie di pannelli provvisori, per restituire piena fruibilità al monumento entro l’estate. Si tratta solamente di un “primo atto” perché la Presidenza del Consiglio e l’UTCMD (Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa) devono ancora definire la progettazione dell’intervento complessivo di sistemazione del Tempio Ossario. Ma mai come in questo caso vale il detto che “piuttosto che niente è meglio il piuttosto”: gioiamo tutti, quindi, per questa operazione di facciata.
E chi gioisce più di altri, alla notizia dei nuovi segni di vita che interessano la chiesa-sacrario, è il Comitato spontaneo Amici del Tempio Ossario che tramite un comunicato stampa trasmesso in redazione benedice i lavori di restauro come “un segnale importante per la memoria e per il futuro”. “Si tratta di un intervento atteso da tempo, che rappresenta non soltanto un’importante operazione di recupero architettonico, ma soprattutto un gesto concreto di rispetto verso un luogo che custodisce una parte fondamentale della nostra storia e della nostra memoria collettiva – afferma il Comitato –. Il Tempio Ossario non è soltanto uno dei luoghi simbolo della città di Bassano del Grappa, ma rappresenta anche un sacrario che conserva le spoglie di oltre 5.400 giovani soldati che hanno perso la vita durante la Prima guerra mondiale. Ragazzi provenienti da molte regioni d’Italia, che hanno sacrificato la propria esistenza per un ideale di libertà e per il futuro del nostro Paese.”
“Per questo motivo – prosegue la nota – accogliamo con grande favore l’attenzione che finalmente viene dedicata a questo monumento così significativo per la nostra comunità e per l’intera nazione. Desideriamo inoltre esprimere un sincero e sentito ringraziamento all’amministrazione comunale di Bassano del Grappa, nella persona del sindaco Nicola Finco, per aver condiviso e sostenuto una proposta che il nostro Comitato aveva avanzato con spirito civico e senso di responsabilità: l’apertura di un conto corrente dedicato alla raccolta fondi destinata alla futura ristrutturazione interna del Tempio Ossario.” “Un progetto – continua il testo – che vuole coinvolgere non soltanto la città, ma idealmente tutta l’Italia. In quest’ottica rientra anche l’iniziativa, da noi promossa, di inviare lettere ai Comuni nei quali risiedevano i militari che oggi riposano nel Tempio Ossario, invitandoli a contribuire concretamente con una donazione. Un gesto semplice ma profondamente significativo, che permette di ristabilire un legame tra quei giovani caduti e le comunità da cui provenivano. A questo proposito desideriamo rivolgere un ringraziamento speciale a Francesco Simonetto, che con un lavoro immenso, paziente e prezioso ha ricostruito l’origine dei 5.400 ragazzi sepolti nel Tempio Ossario, individuando i Comuni nei quali vivevano prima di partire per il fronte.”
Ergo: per il Comitato spontaneo “il Tempio Ossario deve continuare a essere non soltanto un monumento, ma un luogo vivo di memoria, riflessione e consapevolezza per le nuove generazioni” dal momento che “custodire e valorizzare questo luogo significa ricordare che la libertà di cui oggi godiamo è stata conquistata anche grazie al sacrificio di migliaia di ragazzi che hanno lasciato le loro case, le loro famiglie e i loro sogni per non fare ritorno”.
“Per questo motivo – conclude la nota stampa – il nostro Comitato continuerà a sostenere ogni iniziativa che vada nella direzione della tutela, della valorizzazione e della trasmissione della memoria legata al Tempio Ossario. Perché ricordare non significa soltanto guardare al passato, ma assumersi la responsabilità di costruire un futuro fondato sulla pace, sul rispetto e sulla consapevolezza della nostra storia.”
Amen.
