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Sul carro dei Segantini

In principio era il caos: un post di Elena Donazzan, con risentita replica del sindaco Nicola Finco, scatena la bagarre sulla “primogenitura” della mostra di Segantini al Museo Civico

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Feb 9, 2026

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Foto da Facebook / Elena Donazzan

In principio era il caos. Almeno a giudicare dalle gustose (si fa per dire) discussioni divampate sui social e conseguenti ad un post dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia Elena Donazzan. E quindi non mi resta che togliere il caos dal principio.

La questione riguarda la mostra “Giovanni Segantini”, aperta fino a domenica 22 febbraio al Museo Civico di Bassano del Grappa e premiata da una roboante risposta di pubblico. Un successo che per il rush finale dell’esposizione ha indotto l’amministrazione comunale ad offrire il pacchetto “Più Segantini”, con aperture straordinarie e orari estesi della mostra, e l’iniziativa speciale “2×1” in occasione di San Valentino grazie alla quale il 14 febbraio basterà essere in due per visitare, con un unico biglietto, non solo la mostra dedicata al grande pittore trentino ma anche le collezioni permanenti dei Musei Civici. Una proposta, quest’ultima, per fare in modo che lui e lei, davanti ai dipinti del maestro del Divisionismo, arrivino a dirsi: “Non ci divideremo mai”.

E allora, in tutto questo brodo di giuggiole segantiniane, che cosa sarà mai successo per scatenare la nuova ed ennesima polemica in salsa bassanese? È successo per l’appunto che Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia, è andata a visitare la mostra. Lo ha fatto assieme ad alcuni “amici di sempre” da lei definiti “gruppo cultura”. E fin qui nulla di trascendentale, se non fosse per il fatto che ha poi postato un commento sul suo profilo Facebook, con tanto di selfie scattato davanti al grande manifesto all’ingresso. Commento entusiastico sull’esperienza da “visitatrice” al Museo: “Quest’anno, dentro il programma culturale delle Olimpiadi, un autore che amo moltissimo: Giovanni Segantini, il pittore della montagna per definizione. Una mostra intensa, bellissima. Andate a vederla prima che chiuda: ne vale davvero la pena.” Una esplicita dichiarazione d’amore (a proposito di San Valentino) per il pittore di Arco e una indubbia attestazione di encomio per la mostra che lo espone al pubblico. Peccato che, nelle righe successive, la Donazzan abbia fatto partire il siluro: “Un grazie all’amministrazione Pavan, che ha voluto e sostenuto questa mostra, portando in città migliaia di visitatori e dando loro l’occasione di scoprire (o riscoprire) tutta la bellezza di Bassano del Grappa.”

Apriti Finco. L’attuale sindaco pro tempore di Bassano del Grappa ha replicato alla Donazzan sempre su Facebook, e con tono apparentemente gentile ma in realtà risentito, rivendicando la primogenitura del grande evento espositivo. “Cara Elena, grazie per essere passata a visitare la straordinaria mostra di Segantini – ha scritto il sindaco –. Ti info, per tua conoscenza, che l’ideazione della mostra e tutti gli atti amministrativi sono stati fatti dall’amministrazione Finco e dalla direzione dei musei civici.” Carramba che risposta. Ed è da qui che si è scatenata la amena discussione sui social.

Ma allora: chi ha fatto realmente partire il carro dei Segantini, sul quale adesso tutti stanno salendo, visto il successo dell’iniziativa?

Vi do subito la risposta, prima di ripercorrere in breve la cronologia dei fatti: l’idea di allestire a Bassano del Grappa una mostra su Giovanni Segantini, in occasione delle Olimpiadi culturali collegate a Milano Cortina 2026, è partita dall’amministrazione Pavan. Punto e basta. Ricordo benissimo che me ne aveva anche accennato l’allora assessore alla Cultura Giovannella Cabion, per quella che non poteva ancora essere diffusa come notizia perché in attesa dell’avvio dell’iter istituzionale. Tutti gli atti amministrativi e burocratici per l’organizzazione, realizzazione e promozione della stessa sono invece usciti dall’amministrazione Finco, subentrata all’amministrazione Pavan nel giugno 2024 e chiamata a raccogliere il testimone del progetto già avviato. Pertanto, quando Nicola Finco scrive che “l’ideazione della mostra e tutti gli atti amministrativi sono stati fatti dall’amministrazione Finco”, oltre ovviamente alla direzione dei Musei Civici, dice una mezza verità. O, se preferite, una mezza bugia.

A chiarire tutto è stato un video di controreplica di Elena Donazzan che, senza voler dare adito a polemiche, pure “ricorda perfettamente” quanto accaduto “il 2 febbraio 2024”, quando lei era ancora assessore regionale del Veneto. “L’assessore Cabion – riferisce l’europarlamentare – mi chiamò per raccontarmi della riunione che la Regione del Veneto volle con la Direzione Cultura e Turismo per fare un progetto che il presidente Zaia aveva voluto, anche con il mio coinvolgimento, che si chiamava “Veneto in Action”. Era un marketing territoriale per fare in modo che le Olimpiadi fossero percepite anche sui territori.” “Chiamarono tutte le amministrazioni comunali e alcune amministrazioni comunali più coraggiose di altre si candidarono – aggiunge la Donazzan –. Tra queste proprio Bassano del Grappa. L’assessore Cabion candidò Bassano del Grappa per avere una mostra sulla montagna, dentro il più grande progetto della cultura nelle Olimpiadi. Il sindaco Pavan, allora, propose proprio a Fondazione Milano Cortina e alla Regione Veneto una mostra su Segantini a Bassano del Grappa. Poi l’amministrazione Finco la prese in mano, fece la parte di organizzazione, ma a me piace ricordare questo tipo di filone perché in fondo si chiama continuità amministrativa. Quando le cose sono belle, è giusto che un’amministrazione le porti avanti, al di là che il sindaco si chiami Pavan o Finco.”

L’euro-esponente di Fratelli d’Italia getta quindi acqua sul Finco, anche se il fatto di avere esplicitamente ringraziato nel suo post “l’amministrazione Pavan, che ha voluto e sostenuto questa mostra” senza nominare il successore leghista di Elena Pavan, ora iscritta a FdI sotto l’ala di riferimento della Donazzan stessa, ha inevitabilmente infastidito l’amor proprio del nostro sindaco modello (e per “modello” sapete cosa intendo).

Ma dai, non prendiamocela, si avvicina San Valentino. Sotto il profilo dei meriti per la mostra, inseriamo anche Elena Pavan e Nicola Ignazio Finco nel pacchetto “2×1”. E chiudiamola alla Cetto La Qualunque: più Segantini per tutti.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.