Eh già: il mondo sta bruciando, la situazione internazionale è al limite del collasso ma noi continuiamo a parlare di Asparagi. E finché sono questi i nostri problemi, mettiamoci la firma. Sono giorni che scriviamo della querelle sugli Asparagi precoci raccolti un mese prima del tradizionale inizio di stagione del 19 marzo e consegnati a un manipolo di tre ristoratori, con Sergio Dussin del ristorante Al Pioppeto in testa, che ha portato addirittura alle dimissioni del presidente dei ristoratori di Confcommercio Bassano Giovanni “Doro” Scapin. E non abbiamo ancora finito, perché nel prossimo articolo daremo doverosamente la parola al presidente del Consorzio per la Tutela dell’Asparago Bianco di Bassano DOP Paolo Brotto, che gli Asparagi precoci li produce da quest’anno, trapiantando nel Bassanese un sistema utilizzato già da decenni per la raccolta precoce degli Asparagi Bianchi di Pernumia nel Padovano. E vi invito a seguire anche il prossimo articolo, perché scopriremo delle cose molto interessanti.
Intanto l’attualità, che come sempre incalza, segnala un comunicato stampa trasmesso oggi in redazione, per il tramite di Roberto Astuni del ristorante Sant’Eusebio, dai “ristoratori dell’area bassanese”: 24 imprese di ristorazione che si firmano congiuntamente in calce, diventate poi 25 con l’aggiunta tardiva del ristorante Col Roigo. Nella nota collettiva, che leggerete di seguito, i firmatari gridano “No agli asparagi precoci”, bollando la raccolta anticipata di un mese dei bianchi turioni come “un’accelerazione dettata da logiche esclusivamente commerciali rischia di incrinare la percezione di eccellenza costruita negli anni e di indebolire l’immagine stessa della DOP”.
Certo è che più passano i giorni e più questa storia degli Asparagi in anticipo diventa intricata. Sparasi e Rovi.
COMUNICATO
NO AGLI ASPARAGI PRECOCI
“No agli asparagi precoci” è il messaggio dei ristoratori dell’area bassanese dopo l’arrivo in tavola del prodotto principe della gastronomia cittadina già a febbraio.
L’Asparago Bianco di Bassano DOP non è un ortaggio qualsiasi: è uno dei simboli più riconoscibili e preziosi del territorio, tutelato dall’Unione Europea e custodito da una tradizione agricola che si tramanda da generazioni. La sua qualità non è solo una questione di gusto, ma un patrimonio economico, turistico e culturale per Bassano e per l’intera area pedemontana.
Proprio per questo i ristoratori giudicano inopportuna e controproducente l’immissione sul mercato di asparagi “precoci”, anticipati di oltre un mese rispetto al naturale ciclo vegetativo. Un’accelerazione dettata da logiche esclusivamente commerciali rischia di incrinare la percezione di eccellenza costruita negli anni e di indebolire l’immagine stessa della DOP.
Gli asparagi raccolti troppo presto presentano ancora una marcata nota verde, segnale evidente che la natura non ha completato il proprio percorso. Proporli come DOP significa forzare un’identità che si fonda proprio sul rispetto dei tempi, del clima e delle pratiche agricole locali. L’eccezionalità dell’Asparago Bianco di Bassano DOP nasce dall’equilibrio: anticiparlo significa alterarlo.
I ristoratori del territorio chiedono quindi che la tutela della qualità sia garantita con rigore non solo dal Consorzio di Tutela, ma anche dall’organismo di controllo CSQA, affinché il marchio DOP continui a rappresentare un impegno serio e verificabile. La protezione non può essere solo formale: deve tradursi in controlli coerenti con gli standard indicati in disciplinare e in una difesa concreta della denominazione.
Per rispetto della tradizione, della natura e dei consumatori, i ristoratori hanno deciso congiuntamente di inserire nei propri menu l’Asparago Bianco di Bassano DOP a partire dal 19 marzo, data che storicamente segna l’avvio della stagione e che garantisce un prodotto maturo, armonico e pienamente espressivo delle sue caratteristiche.
La posizione assunta non è contro qualcuno, ma a favore del territorio. Difendere l’Asparago Bianco di Bassano DOP significa difendere la credibilità di Bassano, la sua identità gastronomica e il valore che questo prodotto genera ogni anno per l’intera comunità.
Esortiamo tutti i colleghi a fare altrettanto, la natura non si forza!
I RISTORANTI DEL BASSANESE:
DA DORO – SOLAGNA
CA’ 7 – BASSANO DEL GRAPPA
L’ALPINO – POVE DEL GRAPPA
DANIELI – BASSANO DEL GRAPPA
MELOGRANO – BASSANO DEL GRAPPA
LA ROSINA – MAROSTICA
ROOM – BASSANO DEL GRAPPA
PAETO – CARTIGLIANO
SANT’EUSEBIO – BASSANO DEL GRAPPA
CONVIVIO – CASSOLA
CARDELLINO – BASSANO DEL GRAPPA
PIRON – BASSANO DEL GRAPPA
POSITANO – BASSANO DEL GRAPPA
BIRROSTERIA – BASSANO DEL GRAPPA
MARAGONSEI – BASSANO DEL GRAPPA
CONTARINI – BASSANO DEL GRAPPA
MOZART BISTROT – BASSANO DEL GRAPPA
GARIBALDI – BASSANO DEL GRAPPA
LEONCINI – BASSANO DEL GRAPPA
TEO CHEF – BASSANO DEL GRAPPA
BAUTO – BASSANO DEL GRAPPA
TERRAGLIO – BASSANO DEL GRAPPA
DALLA MENA – ROMANO D’EZZELINO
ALLA TRINITA’ – BASSANO DEL GRAPPA
COL ROIGO – ROMANO D’EZZELINO
