Seven +Sport
  • 3 min lettura

Renato Favero: un bronzo per il futuro

Il ventunenne di Mussolente ha conquistato il bronzo nell’Inseguimento Individuale su pista agli Europei di Konya 2026

Luca Strapazzon Luca Strapazzon
  • Feb 13, 2026

magzin magzin
Foto Fci: Renato Favero in azzurro con la medaglia di bronzo agli Europei su pista

Filippo Ganna, Jonathan Milan, Renato Favero. Non è uno sproloquio, ma l’elenco degli ultimi italiani saliti sul podio nell’Inseguimento Individuale tra Europei e Mondiali. Se i primi due sono campioni olimpici e mondiali, nomi affermati del ciclismo internazionale, Renato Favero – 21 anni tra pochi giorni – rappresenta l’ultimo brillante prodotto della scuola italiana della pista.

Dal 1° al 5 febbraio 2026, Favero è stato tra i protagonisti della spedizione azzurra agli Europei su pista di Konya, in Turchia, cogliendo un bronzo che profuma di futuro.

Renato, torni da Konya con una medaglia di bronzo nell’Inseguimento Individuale: è un’ottima iniezione di fiducia per l’inizio della stagione, vero?

Decisamente sì. Già nel ritiro pre-Europeo a Montichiari sentivo le gambe girare bene, e la prova nell’Inseguimento a Squadre mi aveva confermato le sensazioni positive. In qualifica ho visto gli avversari andare forte, ed è stato un peccato mancare la finale per l’oro meno di un decimo. Nel ciclismo su pista sono dettagli: neanche una mezza sbavatura o una linea non perfetta. Nella finale per il bronzo, invece, sono rimasto tranquillo: sapevo di poter far bene.

Il tempo fatto nella finale per il 3°-4° posto (4’01”749) è stato addirittura inferiore a quello dell’oro di Lev Gonov. Questo aumenta il rammarico?

Devo essere sincero: non ho visto la finale per l’oro perché stavo festeggiando con staff e compagni. Quando mi hanno detto che il mio tempo era più basso di quello del vincitore mi è dispiaciuto ancora di più. Sono soddisfatto, ma anche un po’ arrabbiato. Però credo che sia un’esperienza che mi servirà per crescere.  

A Konya hai gareggiato anche nell’Inseguimento a Squadre con Francesco Lamon, unico reduce di quel quartetto Campione Olimpico e Campione del Mondo. Pensi di avere chance in vista dei prossimi appuntamenti e di Los Angeles 2028?

Da quando Filippo Ganna e Jonathan Milan hanno scelto di concentrarsi sulla strada, sono entrato stabilmente nel quartetto. Mi sento a mio agio: è uno sforzo che rientra nelle mie caratteristiche. A Konya è stato un test importante per capire il mio livello di forma. Peccato per il quarto posto in qualificazioni che ci ha messo di fronte la Danimarca, poi vincitrice con il record del mondo.

Gli Europei hanno aperto una stagione che ti vede passare dal Team Development della Soudal Quick-Step alla Biesse-Carrera-Premac. Sei pronto per questa nuova avventura?

Alla fine dello scorso anno il Team Devo della Soudal Quick-Step mi ha comunicato la mancato conferma. Ho quindi scelto la Biesse-Carrera-Premac, che considero la miglior squadra italiana tra le Continental. È un ambiente sereno, dove mi trovo a mio agio con staff e compagni. Penso sia la soluzione ideale per il mio percorso.

Nel futuro ti vedi più stradista o pistard?

Mi piacerebbe continuare in entrambe le discipline. Sono stimoli diversi ma complementari: uno aiuta l’altra.

Quali obiettivi ti sei posto per questa stagione?

Voglio sfruttare la buona condizione mostrata agli Europei per partire con il piede giusto. Mi piacerebbe arrivare al meglio alle Classiche italiane e, guardando un po’ più avanti, puntare al Campionato Italiano a Cronometro e il Giro Next Gen.

Stai seguendo le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026? C’è uno sport che ti appassiona più degli altri?

Le sto seguendo. Sinceramente non ho uno sport preferito: seguo tutto con grande passione. Amo lo sport in generale.