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Profumo d’Intesa

Niente più cerimonia unica per San Bassiano, divisa in due distinti appuntamenti tra domenica mattina e lunedì mattina. E uno dei due destinatari del Premio Cultura Città di Bassano è…una banca

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Gen 12, 2026

magzin magzin

Eh già, proprio così: sopra la banca il Cavallo campa.

Il Premio Cultura Città di Bassano del Grappa, massimo riconoscimento della cerimonia di San Bassiano, tributato dall’amministrazione comunale bassanese ai protagonisti del mondo culturale cittadino, quest’anno ha due destinatari e uno dei due è…una banca.

Si tratta di Intesa Sanpaolo, l’istituto di credito che nell’ambito del programma di restauro di opere d’arte denominato “Restituzioni” ha sostenuto finanziariamente il restauro del Cavallo colossale di Antonio Canova, di proprietà del nostro Museo Civico.

Sarà anche vero che Sanpaolo, scritto tutto attaccato, è un illustre collega di San Bassiano. Tuttavia è la prima volta che il Premio Cultura viene assegnato non a chi produce e diffonde cultura con i suoi studi, con la sua attività scientifica o con le proprie opere d’arte o dell’ingegno, ma a chi la finanzia.

Per la grande gioia, oltretutto, di Fondazione Cariverona, che negli anni ha concesso carrettate di contributi al Comune di Bassano del Grappa, e di Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank, altro generoso partner delle iniziative comunali nonché sponsor della mostra di Segantini.  

Ci ritornerò più avanti, perché questa è davvero la notizia del giorno.

Conferenza stampa di presentazione di San Bassiano 2026 nella Sala Chilesotti del Museo Civico, con l’intervento del sindaco Nicola Finco, della presidente della commissione consiliare Cultura Chiara Tessarollo e della direttrice dei Musei Civici Barbara Guidi. Assente giustificata l’assessore alla Cultura Giada Pontarollo, costretta a casa da qualche linea di febbre come informa il primo cittadino.   

E già dall’inizio l’incontro coi cronisti si rivela un pozzo delle meraviglie per il mio bloc notes.

Quest’anno la tradizione della festa di San Bassiano viene infatti totalmente sovvertita: non più una cerimonia unica nel tardo pomeriggio del 19 gennaio, come si è sempre fatto, ma un evento “sdoppiato” in due cerimonie distinte e rispettivamente in programma domenica mattina 18 gennaio alle 10.30 in Sala Da Ponte e lunedì mattina 19 gennaio alle 11.30 in Sala Chilesotti.

Lo ha voluto il sindaco Finco, approfittando del fatto che il 19 gennaio “cade di lunedì” e volendo rendere “più snella” una cerimonia che altrimenti, in soluzione unica, durerebbe più di tre ore.

L’incontro di domenica 18 in Sala Da Ponte sarà dedicato alla proclamazione dei premiati e alla consegna dei premi per San Bassiano, precedute da un intervento del sindaco.

Anche qui, però, la tradizione andrà a farsi benedire: quello del sindaco non sarà infatti il solito e classico discorso di bilancio dell’attività svolta nell’anno precedente e di anticipazione dei programmi per l’anno appena iniziato.

“Io il bilancio lo faccio in consiglio comunale”, taglia corto Finco.

Il suo intervento, prosegue, presenterà solo “alcuni spunti”.  

L’incontro di lunedì 19 in Sala Chilesotti, proposto di seguito alla Solenne Eucarestia di San Bassiano presieduta dal vescovo mons. Giuliano Brugnotto (inizio Santa Messa alle 10 a Santa Maria in Colle), sarà invece intitolato “Un anno di Cultura a Bassano del Grappa”.

Interverranno il sindaco Nicola Finco, l’assessore alla Cultura Giada Pontarollo e la direttrice dei Musei Civici Barbara Guidi, prima della consueta visita alla mostra delle donazioni in Museo.

In pratica, quella che era la prima parte della cerimonia unica sarà la seconda parte della cerimonia sdoppiata. Primo e secondo tempo, dunque: ma senza i recuperi e i calci di rigore.

Ma veniamo al punto più atteso dall’intero globo Fincacqueo: l’anticipazione dei nomi dei premiati di San Bassiano 2026. E portate pazienza perché sono tanti.

A cominciare dai premi per le tesi di laurea.

Premio Tesi di Laurea Virgilio Chini (medicina): vincitrice Benedetta Bonato, bassanese, laureatasi all’Università degli Studi di Verona con una tesi sulla malattia epatica steatosica il cui titolo, molto lungo e molto tecnico, ve lo risparmio.

Premio Tesi di Laurea su argomenti riguardanti Bassano del Grappa ed il Bassanese: vincitore Andrea Tagliapietra, bassanese, laureatosi all’Università degli Studi di Padova con una tesi su “Giovanni Battista Brocchi e l’Orto Botanico di Padova: 1801-1808”.

Premio Valentino Baccin (geologia): vincitore Gianmarco Marvulli, ferrarese, laureatosi all’Università degli Studi di Ferrara con una tesi sul “Calcolo del Soil Quality Index (SQI) per la valutazione degli effetti di geomateriali sulla salute del suolo”.

Ritorna quest’anno il Premio “Un gesto per la città”, suddiviso tra più destinatari.

Il primo è il Comitato per il 25° Anniversario dell’intronizzazione della statua della Madonna di Fatima sul Monte Caina.

Il secondo è Fabio Gortan, il tassista che davanti alla stazione ferroviaria di Bassano ha riconosciuto l’autore dell’accoltellamento di un docente del Brocchi in viale XI Febbraio, intrattenendolo fino all’arrivo dei Carabinieri per l’arresto.  

Mentre il terzo, anzi per meglio dire i terzi sono Orham Emro e Iljazi Almir, i due immigrati macedoni che hanno soccorso e salvato due donne anziane nel corso di un incendio in uno stabile di via Parolini.

Saliamo quindi di “grado” ed arriviamo ai tre Premi San Bassiano.

Il primo destinatario è Gocce di Brenta, il coordinamento di club service e associazioni che da dieci anni, all’inizio dell’estate, promuove un galà di beneficenza per sostenere le realtà sociali del territorio bassanese.

Il secondo è il campione di pallavolo Mattia Bottolo, nato a Bassano e residente a Romano, schiacciatore della Lube Volley e laureatosi nel 2025 campione del mondo con la nazionale azzurra, al termine di una competizione che lo ha visto tra i protagonisti assoluti.

Il terzo è il Rotary Club Bassano che opera a fianco delle attività museali e che, come da motivazione, “si è distinto, fin dagli esordi, per un grande impegno negli ambiti della cultura, del sociale e della formazione”.

Siete ancora qui? Benissimo: dai che annunciamo gli ultimi e più importanti Premi.

Anche quest’anno per San Bassiano viene assegnato il nuovo “Premio cultura dell’innovazione e della sostenibilità”.

And the winner is…la Bresolin Srl, sinonimo di “autodemolizioni” ma soprattutto di quello che oggi viene chiamato “autorecycling”, azienda specializzatasi nell’economia circolare basata sui processi di gestione delle auto a fine vita, che l’anno scorso ha festeggiato i 40 anni di attività.

Il Premio Città di Bassano del Grappa viene invece assegnato a Renzo Rosso che, come ricorda Finco, “ha compiuto 70 anni” e a cui viene in particolare riconosciuto l’impegno a sostegno del sociale con OTB Foundation, l’organizzazione non profit del Gruppo OTB, da lui creata nel 2006 e promotrice di oltre 380 progetti di sviluppo sociale nel mondo con un focus particolare su donne, bambini, integrazione ed emergenze globali.

Et dulcis in fundo, il Premio Cultura Città di Bassano del Grappa che – come parzialmente anticipato nelle prime righe di questo articolo – viene assegnato congiuntamente a due destinatari: Intesa Sanpaolo e Venice in Peril Fund.

Il primo finanziatore principale del restauro del Cavallo colossale di Antonio Canova, attualmente in mostra a Milano nell’esposizione “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo, prima che la stessa mostra si trasferisca a Roma e prima che il Cavallo ritorni finalmente nella sua interezza al Museo Civico di Bassano.

Il secondo, invece, ente benefico fondato nel 1966 con sede nel Regno Unito nonché main partner del medesimo restauro del nostro grande Cavallone canoviano.

È la prima volta in 60 anni che il Venice in Peril Fund, che come si evince dal suo stesso nome è impegnato nella valorizzazione, protezione e restauro del patrimonio culturale della città di Venezia, si occupa di Bassano del Grappa: et voilà, il Premio Cultura Città di Bassano è immediatamente servito.

Che dire, in conclusione?

Nell’aria c’è profumo d’Intesa.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.