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Luca Ribellato

I veleni di Nove dopo la caduta dell’amministrazione. L’ex sindaco Luca Rebellato e i quattro ex amministratori rimasti a lui fedeli attaccano i quattro dimissionari della Lega: “Hanno tradito la fiducia dei cittadini”

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Feb 23, 2026

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La conferenza stampa presso l’Hotel Le Nove

E così, Luca si è Ribellato. La sua amministrazione è caduta e il suo Comune è stato commissariato a seguito delle dimissioni in blocco di quattro esponenti della maggioranza (di cui uno assessore), tutti in quota Lega, e dei quattro esponenti della minoranza. Ma Luca Rebellato, ex primo cittadino di Nove, non ci sta a giocare la parte del sindaco sfiduciato per “un’evidente carenza di metodo democratico nella condivisione delle decisioni”, come da dichiarazioni dei dimissionari ai giornali. E convoca una conferenza stampa assieme ai quattro ex amministratori della lista “Ripartiamo da Nove-Luca Rebellato Sindaco” rimasti a lui fedeli – l’ex vicesindaco Remo Zaminato, gli ex assessori Zeudi Marini e Valter Marcon (leghista) e l’ex consigliere delegato Sonia Cuman – per puntare il dito contro il quartetto della Lega che ha combinato il patatrac: l’ex assessore Anna Pesavento e gli ex consiglieri Marco Carlesso, Francesca Termini e Paolo Zanon.

Rebellato, destinatario – come da comunicazione alla stampa – di “moltissimi attestati di stima e pieno sostegno sul suo operato da parte dei cittadini di Nove”, esordisce rivendicando le cose buone fatte nei suoi appena due anni e mezzo di mandato. Era stato eletto nel maggio 2023 dopo il commissariamento della precedente amministrazione Campagnolo, a capo di una lista di centrodestra costituita da amministratori in quota Fratelli d’Italia, Lega e componente Civica.

“In soli due anni e mezzo – dichiara – è stato riorganizzato il personale e tutta la macchina amministrativa del Comune, sono state realizzate opere per 2.030.000 € ed aperti nuovi cantieri per altri 2 milioni di euro, abbiamo aumentato la sicurezza con l’istallazione di telecamere di videosorveglianza, è stata riattivata la collaborazione con le tante associazioni di Nove, sono stati realizzati ed avviati progetti di eccellenza in ambito sociale e ambientale, è ripartita una attività promozionale che non si vedeva da anni, in primis con il rilancio della Festa della Ceramica.” “E tutto questo – continua un ex sindaco particolarmente imbronciato – è merito anche degli ex amministratori che sono qui con me oggi, che hanno tenuto fede al programma elettorale per cui i cittadini ci hanno eletti e che ringrazio per il grande lavoro fatto, spesso sostituendosi alle mancanze di altri amministratori che stavano a guardare. E pensate quanto altro si sarebbe potuto fare portando a termine il nostro mandato.” Ogni riferimento a Pesavento, Carlesso, Termini e Zanon non è puramente casuale.

“Nei quattro dimissionari della maggioranza, tutti in quota Lega – incalza Rebellato –, ho visto un iniziale atteggiamento scarsamente collaborativo e diffidente, divenuto poi ostile nei confronti miei e degli uffici soprattutto per situazioni di palese conflitto di interessi, in particolare di un tecnico con studio a Nove; situazione avvallata e sottaciuta anche dall’opposizione in quota PD, più volte manifestatasi anche in consiglio comunale facendo da stampella ai quattro dimissionari della Lega.”

Interviene a questo punto il già capogruppo e assessore uscente Valter Marcon, l’unico dei cinque leghisti in amministrazione rimasto al fianco di Rebellato, che ha ricevuto – come viene pure riferito in conferenza stampa – “il pieno sostegno di moltissimi simpatizzanti e sostenitori della Lega di Nove e del territorio”. “Mi chiedo – afferma Marcon – come mai i quattro dimissionari della Lega non abbiano lasciato spazio ad altri candidati che erano stati votati nel 2023 dai cittadini di Nove? È di tutta evidenza che chi sarebbe subentrato avrebbe lavorato nell’interesse dei novesi e non nell’interesse personale di qualcuno. I quattro dimissionari hanno tradito la fiducia dei cittadini ed è per questo che auspico che i vertici della Lega prendano provvedimenti esemplari contro i leghisti dimissionari, in combutta con i quattro consiglieri in quota PD.” “Sulla mancanza di condivisione all’interno della maggioranza – puntualizza l’ex assessore –, basta leggere le delibere di giunta pubblicate sul sito del Comune di Nove: sono tutte approvate all’unanimità e quindi anche dai due assessori leghisti.” Conclude Valter Marcon: “I novesi sono indignati: ne è prova la bufera che si è scatenata sui social network contro i dimissionari dagli stessi iscritti della Lega.”

È il momento della fuoriuscita dei sassi dalle scarpe anche per l’ex vicesindaco Remo Zaminato che si sofferma sulla realizzazione della rotatoria in località Crosara, su cui i consiglieri di opposizione hanno votato contro nonostante fosse stata accolta la loro proposta di spostarla qualche centinaio di metri più a nord, e per l’ex assessore al Sociale Zeudi Marini che elenca i molti progetti portati avanti dal suo assessorato “nonostante l’ostilità di chi aveva perso le elezioni nel 2023”.

Ma c’è il tempo anche per un secondo Rebellato-moment: “Rimango stupito della scelta scellerata della dimissionaria consigliera Francesca Termini, insegnante presso la scuola materna della Fondazione Danieli: con il commissariamento viene compromesso il servizio per oltre 105 bimbi in questa scuola, così come è a rischio licenziamento tutto il personale assunto: 8 insegnanti e 4 persone per il servizio mensa. Immagino che Francesca Termini avrà modo di spiegarlo a 105 famiglie e alle sue colleghe.”

“Come diretta conseguenza delle dimissioni vi sarà una battuta d’arresto su molte opere – lamentano in conclusione Rebellato & Friends –. Realizzazione di nuovi loculi, progettazione della pista ciclabile fino al confine sud a Santa Romana, realizzazione della nuova rotatoria per la messa in sicurezza dell’incrocio tra Via Martini e Via Parini (zona Costantin), ampliamento della mensa scolastica della scuola primaria, lavori di efficientamento energetico della palestra di via Brenta, delle scuole medie e della pubblica illuminazione: opere per 2 milioni di euro che ora vengono compromesse.”

Nove: ovvero l’acronimo di Noti Veleni.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.