Caspita: questa volta il sindaco Nicola Finco ha deluso le mie attese. Vista l’importanza dell’occasione, mi aspettavo infatti di vederlo vestito in un completo bianco con cravatta blu. E ovviamente con fascia tricolore. E invece niente di tutto ciò, a parte la fascia: questa volta, però, indossata secondo i crismi istituzionali.
L’occasione è importante, soprattutto per un esponente della Lega, perché è una delle prime uscite in Provincia di Vicenza – se non la prima ma potrei sbagliarmi – del governatore del Veneto Alberto Stefani, big star della cerimonia di inaugurazione del nuovo Ospedale di Comunità di Bassano del Grappa, ubicato all’11° piano dell’Ospedale San Bassiano. Cortese, discreto, sempre attento a non eccedere in protagonismo nonostante il deferente applauso generale che lo accoglie al suo ingresso: tutt’altra cosa rispetto al suo predecessore Luca Zaia che qui all’Ospedale di Bassano, in occasione delle inaugurazioni, ordinava persino ai giornalisti, ai fotografi e agli operatori Tv dove mettersi, per lasciare gli spazi in prima fila a medici e infermieri, coi giornalisti, fotografi e operatori Tv che ovviamente non facevano che ubbidire. Robe da Crozza Zaia, insomma.
Il parterre della politica è presente in forze: parlamentari esterni alla Repubblica di Bassano, assessori e consiglieri regionali, più un nugolo di sindaci del territorio di cui cito solo, per la loro non frequente apparizione da queste parti, la sindaca di Schio e presidente del Comitato dei Sindaci del Distretto 2 dell’Ulss 7 Cristina Marigo e il primo cittadino di Asiago Roberto Rigoni Stern. E che sia una giornata di quelle da raccontare ai nipoti davanti al caminetto lo si evince anche dalla confluenza di altre autorità civili, militari e religiose: in primis il vescovo di Vicenza mons. Giuliano Brugnotto, a cui sarà poi affidata la preghiera di benedizione della nuova struttura prima del fatidico taglio del nastro.
Tutti insieme appassionatamente per celebrare l’apertura dell’Ospedale di Comunità che in realtà è già attivo perché ospita i primi dieci pazienti su un totale in dotazione di 24 posti letto. Realizzato a seguito della completa ristrutturazione dell’11° piano del San Bassiano, grazie a un investimento di 1.715.000 euro (di cui 1,5 milioni finanziati con fondi PNRR e 215.000 euro tramite fondi regionali), il nuovo servizio è rivolto a pazienti fragili e in particolare anziani, già ricoverati e poi dimessi dai reparti per acuti dell’Ospedale, che necessitano di un livello di assistenza intermedio prima del rientro a casa. Come spiega il direttore sanitario dell’Ulss 7 dott. Antonio Di Caprio, “l’attività sarà garantita dai medici dell’UOC di Medicina ma il ruolo chiave sarà quello dell’assistenza infermieristica”. Uno spazio completamente rinnovato, a beneficio anche del reparto di Geriatria che troverà la sua nuova collocazione sullo stesso piano, in un’area distinta.
L’incontro di inaugurazione, visti i numerosi invitati e partecipanti, viene ospitato nella sala conferenze al piano interrato del San Bassiano: la presenza dei primi dieci pazienti nel nuovo Ospedale di Comunità esclude infatti la possibilità di affollamenti all’interno della struttura. Dopo gli interventi del direttore generale dell’Ulss 7 Pedemontana Carlo Bramezza, del sindaco di Bassano Nicola Finco e del direttore sanitario Antonio Di Caprio, il presidente del Veneto Alberto Stefani plaude all’iniziativa. “Il mio programma amministrativo parte proprio dall’invecchiamento della popolazione – afferma il governatore –. Tra le sfide, oltre al sociale, c’è anche quella di garantire strutture come queste che insieme alle Case della Comunità saranno la soluzione di una sanità che si fa territorio per sgravare anche gli accessi impropri ai Pronto Soccorso.”
Terminati i discorsi, si procede all’inaugurazione vera e propria dell’Ospedale di Comunità all’11° piano. Non per tutti però: sempre per ragioni di spazio e di compresenza dei pazienti, a prendere gli ascensori sono solo una parte degli invitati – politici, sindaci, stampa e dintorni – mentre tutti gli altri rimangono in sala conferenze per assistere al taglio del nastro in diretta video. Alla fine, però, nella nuova struttura si forma comunque un bell’assembramento di volti più o meno noti e di fasce tricolori. Preghiera e benedizione del vescovo Brugnotto, quindi nastro tricolore d’ordinanza, telecamere, fotocamere e telefonini puntati come un plotone d’esecuzione, l’onore delle forbici al governatore del Veneto e…Zac! Anche questa è fatta.
Il nuovo ODC (Ospedale di Comunità) di Bassano del Grappa con 24 posti letto si aggiunge all’altro ODC ospedaliero di Asiago, inaugurato l’estate scorsa, e ai tre ODC territoriali di Marostica, Malo e Thiene. È tutto pronto, inoltre, per l’attivazione dell’ODC ospedaliero di Santorso, prevista il prossimo 23 febbraio. Complessivamente, i posti letto negli Ospedali di Comunità dell’Ulss 7 Pedemontana passeranno dagli attuali 27 a 71. “Questo – dichiara il DG Carlo Bramezza – ci consentirà di rispondere in modo più efficace anche alle nuove sfide rappresentate dall’evoluzione demografica della popolazione, che comporta pazienti con un’età media sempre più anziana, spesso con co-morbilità e dunque condizioni di fragilità che vanno al di là della patologia per la quale a volte vengono ricoverati, ma che influiscono sui successivi tempi di recupero.”
In questo gran giorno inaugurale, c’è stato dunque di che prendere appunti. Tutte cose che ho raccontato qui, perché non ho ancora nipoti e non ho un caminetto.
