Benvenuti, egregi lettori, alla prima metà della cerimonia di San Bassiano. Il sindaco Finco ha voluto dividerla in due: consegna dei premi domenica 18 gennaio e riassunto di “un anno di cultura” lunedì 19 gennaio, sempre di mattina. Niente più cerimonia unica, quella che da sempre si svolgeva nel pomeriggio della data del 19, troppo lunga e troppo piena secondo i sostenitori del nuovo corso. L’appuntamento di domenica è fissato alle 10:30 ma già poco dopo le 10 si formano i primi capannelli di persone davanti all’ingresso della Sala Da Ponte, in attesa di entrare. È il momento giusto per carpire le prime sensazioni sulla novità del San Bassiano frazionato in due giornate: secondo un rapido sondaggio Tichstat compiuto in loco, la cerimonia unica secondo tradizione sarebbe stata più gradita. Ma tant’è, e dobbiamo farcene una ragione: oggi quindi celebriamo il San e domani celebreremo il Bassiano.
Il sindaco Nicola Finco aveva annunciato che nel suo discorso introduttivo non avrebbe tracciato un bilancio, secondo consuetudine, dell’attività amministrativa svolta nel 2025 perché, come da lui stesso affermato in conferenza stampa, “io il bilancio lo faccio in consiglio comunale”. E il primo cittadino, effettivamente, mantiene la promessa. Ma si appunta comunque le medaglie al petto. “Il 2025 è stato un anno straordinario per Bassano del Grappa in termini di numeri, di presenze, di offerta culturale – dichiara –. Siamo stati nominati Città Veneta della Cultura 2025 e questo ci ha permesso di fare una programmazione molto attenta che ci ha portato dei grandissimi risultati. Tutta l’area del Museo e Operaestate hanno portato in città più di 120mila persone e la cosa più curiosa è che di queste 120mila persone il 70% è venuto a Bassano per la prima volta proprio per l’offerta culturale e turistica della nostra città.”
In un suo secondo intervento, Finco ritorna sull’idea, già anticipata alla vernice per la stampa della mostra di Segantini al Museo Civico, della candidatura di Bassano del Grappa a Capitale Italiana della Cultura 2029. “Sarà un percorso che non riguarda solamente l’ambito culturale perché il titolo di Capitale Italiana della Cultura viene dato non solamente sulla base della programmazione culturale che ha una città ma sulla visione che si ha di una città per il futuro”, sono le sue parole. Ergo: l’amministrazione partirà con “tutta una serie di tavoli di lavoro” in cui saranno “affrontate tematiche importanti come lo sviluppo urbanistico, la mobilità, la sostenibilità oltre a tutto l’aspetto culturale” per delineare “la visione che si ha della città per i prossimi 20-30 anni”. Il tutto poi condensato nel dossier di candidatura che dovrà essere depositato entro settembre 2026. A dicembre verranno selezionate le dieci città finaliste e a marzo 2027 sarà individuata la città vincitrice. “Stiamo scaldando i motori per giocarci questa carta importante”, assicura Finco.
Quelli riportati sopra sono stati alcuni dei punti salienti dei discorsi del sindaco per il San. Sentiremo domani cosa avrà da dirci per il Bassiano.
Si passa poi all’eterno ritorno della consegna delle benemerenze e dei premi per la cerimonia del patrono. Si parte coi consueti riconoscimenti per le tesi di laurea ai neodottori in Medicina Benedetta Bonato (Premio di Laurea Virgilio Chini), in Scienze Storiche Andrea Tagliapietra (Premio Tesi di Laurea su argomenti riguardanti Bassano del Grappa ed il Bassanese) e in Geologia Gianmarco Marvulli (Premio Valentino Baccin). Si prosegue quindi con i tre Premi “Un gesto per la città”. Il primo assegnato al Comitato per il 25simo anniversario dell’intronizzazione della Madonna di Fatima sul Monte Caina, rappresentato dal presidente ed ex sindaco di Bassano Gianpaolo Bizzotto. Il secondo a Fabio Gortan, il tassista che davanti alla stazione ferroviaria di Bassano ha individuato e intrattenuto fino all’arrivo dei Carabinieri il responsabile dell’accoltellamento di un docente del Brocchi in viale XI Febbraio. Il terzo ad Orhan Emro e ad Almir Iljazi, eroi per caso: i due immigrati balcanici che hanno salvato due anziane bloccate dal fumo nel corso di un incendio in un edificio di via Parolini.
Si continua con la consegna dei tre Premi San Bassiano. Il primo a Mattia Bottolo, pallavolista, campione del mondo con la nazionale azzurra di volley, che però è assente per impegni agonistici e di cui viene trasmesso un videomessaggio rivolto alla platea. Il riconoscimento viene ritirato dal padre. Il secondo a Gocce di Brenta, il coordinamento benefico di club service e associazioni del territorio, rappresentato sul palco dalla referente Seven Cremona Cimatti. E potete capire che a noi di Seven Magazine una signora che si chiama Seven sta particolarmente simpatica. Terzo Premio San Bassiano, infine, al Rotary Club Bassano del Grappa che festeggia i suoi 70 anni. E non è ancora finita, prima dei due premi “principali”, perché c’è anche il Premio cultura dell’innovazione e della sostenibilità, assegnato quest’anno alla Bresolin Srl nella persona del titolare Daniele Bresolin.
Che le cose stiano cambiando alla cerimonia di San Bassiano lo si capisce anche dal fatto che il Premio Cultura Città di Bassano del Grappa, da sempre consegnato per ultimo quale momento clou e massimo riconoscimento di una ricorrenza dedicata alla cultura, arriva invece in scaletta per penultimo. Come è noto, quest’anno i destinatari sono una banca e un ente di beneficenza: Intesa Sanpaolo e Venice in Peril Fund, finanziatori e sostenitori del restauro del Cavallo Colossale di Antonio Canova, rappresentati sul palco rispettivamente da Silvia Foschi, responsabile Patrimonio Storico Artistico dell’istituto di credito e Anthony Roberts, vicepresidente della charity britannica.
Et Diesel in fundo, il Premio Città di Bassano del Grappa, alias Renzo Rosso Show.
L’industriale dei jeans, presentato come “un’icona del Made in Italy” e invitato a ritirare il riconoscimento, incentra il suo intervento di oltre dieci minuti sulle “tante cose” che ha fatto per la città di Bassano, con tanto di elenco scritto su un foglio. Dal Calcio Bassano (ma vista la fine che ha fatto il Bassano Virtus 55 Soccer Team, inglobato nel Vicenza Calcio, forse era meglio non ricordarlo) e dalla “più bella festa che sia stata fatta a Bassano” in Parco Ragazzi del ’99 fino all’Emporio Solidale inaugurato di recente, passando per le varie iniziative di sostegno sociale portate avanti in città e nel territorio con la sua OTB Foundation. Si toglie anche un sasso dalla scarpa ricordando il progetto commissionato all’archistar David Chipperfield per ridisegnare la “piazza del Brenta” tra i due Ponti. “Io ho ricevuto anche gli insulti dell’architetto Chipperfield – rivela – perché ha fatto il progetto, l’ho pagato caro, e io non ho mai ricevuto una risposta dalla città.”
Ma ecco che, stimolato al riguardo da una domanda della presentatrice, Renzo Rosso si mette a parlare di…ovuli congelati. Si tratta del progetto dedicato alla preservazione della fertilità e al congelamento degli ovociti promosso da OTB Foundation in collaborazione col Centro di Procreazione Medicalmente Assistita Genera PMA e rivolto alle dipendenti del gruppo moda OTB. Il questo modo le collaboratrici del gruppo possono scegliere quando diventare madri, a seconda dei loro obiettivi personali e professionali, per poi dare alla luce, come rimarca Mr. Diesel, “bambini belli e sani”.
Un intervento, quello sul cosiddetto “social freezing” degli ovociti femminili, che ha fatto storcere il naso a più di qualcuno, a giudicare dalle impressioni che raccolgo al volo a cerimonia conclusa. Ma ad esempio a mia moglie (che cito spesso, come il tenente Colombo, e che era seduta accanto a me) questa cosa della preservazione della fertilità in ambito aziendale è piaciuta. Per la serie: andate, congelate, e poi moltiplicatevi.
