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Delusione olimpica

Pentole bollenti: dopo il presidente Giovanni Scapin si è dimesso anche il vicepresidente dei Ristoratori di Confcommercio Andrea Simioni, reduce dalle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. “Deluso dai miei colleghi che senza informarmi hanno organizzato un pranzo antagonista alla conferenza stampa di presentazione della rassegna dell’Asparago”

Alessandro Tich Alessandro Tich
  • Mar 14, 2026

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Cortina d’Ampezzo: Andrea Simioni a Casa Italia per Milano-Cortina 2026 con Federica Brignone

C’è chi appende gli sci al chiodo e chi invece si dimette da un incarico di categoria. È il caso di Andrea Simioni, chef e patron da ormai 25 anni dell’Eno-Trattoria Nuovo Borgo, situata giù al Margnan a Bassano del Grappa. A Cortina d’Ampezzo è stato uno dei componenti del team di cucina di Casa Italia, il punto di ritrovo per sportivi azzurri, autorità e ospiti del Coni in occasione delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. E appena è rientrato dalla Perla delle Dolomiti, conclusi i suoi impegni culinari a cinque cerchi, ha rassegnato le dimissioni da vicepresidente dei Ristoratori di Confcommercio Bassano. Per i fornelli bassanesi è stato come un uno-due pugilistico: dopo Giovanni “Doro” Scapin, che si è dimesso da presidente della categoria Ristoratori dell’Ascom, anche Simioni è uscito di scena sbattendo gentilmente la porta. Ma mentre Scapin ha rimesso l’incarico per la questione degli Asparagi di Bassano in anticipo, su cui ho già scritto brentane d’inchiostro, lo chef del Nuovo Borgo lo ha fatto per tutt’altra ragione. Ci tornerò fra poco.

Diamo intanto onore e merito alla carriera di cuoco olimpico di Andrea Simioni, già chef di Casa Italia alle Olimpiadi estive di Tokyo 2020, posticipate al 2021 causa Covid. Quest’anno, per l’appunto, si è ripetuto a Milano-Cortina 2026, preparando assieme ai suoi colleghi centinaia di pasti al giorno per i protagonisti e gli ospiti dei Giochi Olimpici invernali sotto le Tofane. Oltre a lui, la squadra di cucina di Casa Italia era composta dai capigruppo Fabio Pompanin, del ristorante Al Camin di Cortina, di cui Simioni era il sous chef, e Graziano Prest del ristorante Tivoli di Cortina, una stella Michelin, presente con altri due collaboratori. In più, quest’anno l’organizzazione ha chiesto a Simioni se avesse qualcuno di fidato per gestire il bar del ristorante di Casa Italia: e quel “qualcuno” è stato il suo amico e collega Marco Cusinato, capo sala della Fattoria Sociale Conca d’Oro di Bassano, che ha quindi condiviso la straordinaria esperienza. Il bilancio del lavoro di gruppo è stato più che positivo e adesso il team di Simioni & Friends sta già predisponendo la candidatura per gestire l’hospitality gastronomica di Casa Italia alle Olimpiadi estive di Los Angeles 2028.

“È andata molto bene – conferma il patron del Nuovo Borgo a Seven Magazine –. È stato impegnativo, come previsto. Sono state quasi tre settimane, all’inizio abbiamo dovuto allestire le cucine e sistemare i magazzini. Dopo abbiamo cominciato le preparazioni e quindi siamo partiti coi servizi al venerdì, quando c’è stata la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi e da là siamo andati avanti fino alla chiusura.”

“Il ricordo più bello che mi rimane sempre di queste esperienze sono le persone che conosci, quindi i colleghi, i nuovi amici che ti fai in queste occasioni – prosegue lo chef bassanese –. E dopo, sicuramente, gli incontri sia con gli atleti che con varie personalità che passano, che vanno dai ministri agli altri rappresentanti di Stati e di Governi, come anche imprenditori importanti.” Ma come si è riusciti a prendere tutte queste persone per la gola? “Lì abbiamo giocato forte sulla territorialità – spiega Simioni –. Quindi c’erano i casunziei, che sono i tipici ravioli di rape rosse all’ampezzana, i canederli e poi altri piatti che comunque richiamavano la montagna come i gulasch oppure il cervo piuttosto che altra selvaggina di montagna.” Dopo le soddisfazioni professionali alle Olimpiadi di Tokyo, nel palmarès del ristoratore di Bassano si aggiunge quindi una nuova medaglia d’oro nella specialità del Cooking, da non confondere col Curling.

Ma ecco che, appena rientrato a casa dalla sua seconda esperienza gastronomica a cinque cerchi, il titolare e chef del Nuovo Borgo si è improvvisamente dimesso da vicepresidente dei Ristoratori, ruolo che deteneva dal maggio 2023, contestualmente all’elezione di Giovanni “Doro” Scapin alla presidenza della categoria di Confcommercio. A scatenare la sua rinuncia all’incarico è stato l’evento conviviale che sei ristoranti del territorio (All’Alpino, Al Melograno, Ca’7, Dalla Rosina, Danieli, Sant’Eusebio) hanno organizzato autonomamente a mezzogiorno di giovedì prossimo 19 marzo, ovvero nella tradizionale data di apertura ufficiale del periodo di raccolta e di consumo dell’Asparago.

Si tratta del pranzo di gala “Bassano in Bianco – La prima”, che si svolgerà a Palazzo Bonaguro “in occasione dell’inizio della stagione dell’Asparago Bianco di Bassano DOP”. L’evento dei sei ristoranti ha preso in contropiede la stessa Confcommercio che per evitare sovrapposizioni è stata costretta ad anticipare di un giorno, e cioè a mercoledì 18 marzo, l’altrettanto tradizionale conferenza stampa a Palazzo Sturm di presentazione della rassegna “A Tavola con l’Asparago Bianco di Bassano DOP”, come da invito firmato dal presidente mandamentale dell’Ascom Paolo Lunardi e dal secondo vicepresidente dei Ristoratori Mattia Rizzotto, del ristorante Al Melograno di Valrovina. Ma soprattutto, quello a Palazzo Bonaguro è un appuntamento che è stato organizzato all’insaputa dell’ormai ex vicepresidente di categoria Andrea Simioni (e anche dell’ormai ex presidente Giovanni Scapin, come da lui stesso dichiarato al sottoscritto). Da qui la scelta del ristoratore del Margnan di rimettere il mandato di vicepresidenza della categoria.

“Quando sono tornato, ho trovato due bombe esplose – conferma Simioni –. La prima è stata questa uscita anticipata del Marchio DOP degli Asparagi, che però va da sé, non è quella all’origine della mia decisione. E dopo ho visto che una parte del nostro gruppo aveva organizzato un pranzo il 19 marzo. Era in concomitanza, anzi direi che era proprio antagonista più che in concomitanza, con quella che di solito è la conferenza stampa che facciamo a Palazzo Sturm, proprio il 19, dove si presenta la rassegna dell’Asparago. E io non sapevo niente di tutte queste cose, nessuno mi ha mai informato. Sono venuto a saperlo e quindi mi sono detto che forse o non gli servo o non mi ritenevano all’altezza delle cose. E allora ho detto: “va bene, se avete intrapreso questa strada, andate pure avanti”. Non ho capito perché non ero stato informato di niente. Gli altri prendano pure la loro strada, la mia si farà da sola.”

Chiedo in conclusione al patron del Nuovo Borgo se sia più arrabbiato, più amareggiato o più che cosa. “Più deluso – risponde –. Deluso perché il comportamento dei colleghi l’ho trovato scorretto.”

Non c’è che dire: per Andrea Simioni, a sentire e a leggere le sue parole, la sortita per conto proprio dei sei ristoratori per la “prima” dell’Asparago è stata davvero una delusione olimpica.

Alessandro Tich

Giornalista professionista da più di 30 anni, sostiene che il buon giornalismo è come un buon vino: migliora col tempo. Dirige la redazione con una visione lucida e curiosa e si pone nei confronti dell’attualità con uno sguardo dichiaratamente irriverente. Crede in una informazione rigorosa ma mai gessata, curando sempre con precisione le parole che scrive e cercando di attirare l’attenzione sin dalle prime righe dei suoi articoli. Insomma: un umile cronista, come ama definirsi, e un leggendario titolista.