Accidenti: se avessi avuto col Totocalcio o col Superenalotto le stesse capacità divinatorie che ogni tanto tiro fuori nei miei articoli, sarei milionario. Pazienza.
Fatto sta che giovedì scorso, con l’articolo “La battaglia di Bassano”, noi di Seven Magazine abbiamo dato in anteprima la notizia dell’Aura Battle annunciata su TikTok per venerdì 16 ottobre in Centro Studi a Bassano. Spiegando anche cos’è un’Aura Battle, la tendenza del momento che sta dilagando nel giovane popolo dei TikToker: una “battaglia di aura” e cioè “di carisma” tra due adolescenti che sulla pubblica strada si sfidano in varie prove per fare s’cioco (pose, movenze, balletti, meme ecc.) attorniati da una folla di loro coetanei esultanti che alla fine giudicano chi tra i due contendenti ha più “aura” ovvero, detto in parole povere, chi è il più figo.
Nel pezzo in questione ho però anche ricordato che queste “battaglie di aura”, apparentemente fini a se stesse, in Italia hanno già generato disordini come è accaduto lo scorso 3 ottobre in Campo Marzo a Vicenza. Per cui ho rimarcato, tenendo anche conto che il genere di pubblico che risponde agli inviti social a questo tipo di iniziative è imprevedibile per definizione, che l’esito dell’evento bassanese sarebbe stato comunque un’incognita.
E così ho concluso quell’articolo, prevedendo per l’appunto il futuro: “Questo è lavoro per l’ispettore Callaghan. Anzi, pardon: questo è lavoro per l’assessore Campagnolo”. E così è stato. Ma la cosa ha creato un precedente mai visto prima a Bassano che non potrà non avere ulteriori strascichi.
L’assessore comunale alla Sicurezza Alessandro Campagnolo, vicequestore della Polizia di Stato in quiescenza e già dirigente anni fa del Commissariato di P.S. di Bassano del Grappa, ieri è infatti intervenuto di persona in Centro Studi e ha bloccato sul nascere l’Aura Battle che ha avuto inizio attorno alle 13.30, sostituendosi alle forze dell’ordine. Ma andiamo… con ordine.
Ieri mattina, in vista dell’evento annunciato, l’area del Centro Studi era già presidiata dalla forze dello Stato preposte ai servizi di Pubblica Sicurezza: Polizia con la Digos e Carabinieri. Ormai, soprattutto dopo i fatti di Vicenza, con le iniziative di Aura Battle è sempre così. E anche quando mancano segnalazioni preventive e i partecipanti scendono in strada “di sorpresa”, arrivano le auto coi lampeggianti.
Come nel caso di Castelfranco Veneto, dove lunedì scorso 13 ottobre attorno alle 14, subito dopo l’uscita da scuola, circa 200 ragazzi si sono radunati davanti al centro commerciale I Giardini del Sole per partecipare alla sfida lanciata su TikTok. A interromperli e a sciogliere l’assembramento, però, è stato il pronto intervento di cinque pattuglie di Carabinieri e Polizia Locale che non erano di presidio ma sono accorse sul posto.
Il copione avrebbe dovuto ripetersi ieri in Centro Studi a Bassano e l’appuntamento fissato per le 13.30 combaciava sempre con l’orario di uscita dalle scuole. E tutto quello che è successo è stato documentato ed è diventato di dominio pubblico, grazie a un servizio del telegiornale Bassano Notizie di TVA Vicenza, una cui troupe era presente sul posto al momento dell’Aura Battle assieme al collega giornalista Matteo Spinazzè.
Ed è accaduto questo. All’orario di uscita dalle lezioni, un folto gruppo di ragazzi si è assembrato nel punto della “sfida”, in zona stazione SVT sul retro dell’istituto Einaudi, guardati a vista da Carabinieri e Polizia che stavano però soltanto monitorando la situazione, non essendoci avvisaglie di comportamenti a rischio per l’ordine pubblico.
Quindi il primo “duello” per la conquista dell’aura a colpi di danza e di mosse teatrali ha avuto inizio, con uno dei due sfidanti che ha invitato un altro contendente ad accettare la sfida, in mezzo al pubblico vociante dei coetanei. Tutto ha cominciato a svolgersi senza problemi e imprevisti, col cordone delle forze dell’ordine, pronto a intervenire in caso di necessità, che garantiva in ogni caso le condizioni di sicurezza.
Ed è stato in questo momento che è comparso all’improvviso l’assessore alla Sicurezza Alessandro Campagnolo. Ha avvicinato il giovane che ha lanciato la sfida e come se fosse ancora un poliziotto in servizio lo ha invitato a seguirlo dicendogli: “Tu sei il maestro di cerimonie. Dai, andiamo. Andiamo!” “No, sul serio, io non c’entro”, si è sentita nel servizio televisivo la voce del ragazzino spaventato.
Poi, rivolgendosi agli agenti di Polizia, il pubblico amministratore ha rispolverato il commissario di P.S. che è in lui e ha dato l’“ordine” di individuare i presenti: “Iniziamo a identificare questi”.
Il risultato di questa performance al di fuori da ogni logica è che a creare possibili problemi per la sicurezza è stato proprio lui, l’assessore alla Sicurezza del Comune di Bassano del Grappa.
I ragazzi presenti, tutti minorenni, presi dal panico di essere identificati o “portati via” come dei delinquenti comuni, hanno infatti cominciato a scappare e a correre in tutte le direzioni. È a questo punto che le forze dell’ordine si sono preoccupate che qualcuno potesse farsi del male. Per fortuna non è successo e dopo qualche minuto la situazione si è normalizzata. Ma ciò non toglie l’estrema inopportunità dell’incursione dell’assessore, perché c’è stato il rischio che le circostanze potessero degenerare in maniera molto seria.
E allora, su questo episodio ai confini della realtà, vanno dette tre brevi cose.
Primo. Un amministratore comunale non ha l’autorità per chiedere a chicchessia di “seguirlo” e di “andare con lui”. Figurarsi a dei minorenni. Secondo. Un amministratore comunale non ha alcun potere di comandare alle forze di Polizia di “identificare” altre persone. Terzo. Un amministratore comunale ha zero competenze in materia di decisioni sull’ordine pubblico. Spetta esclusivamente alle forze dell’ordine, che si chiamano così proprio per questo, valutare la necessità di bloccare o di sciogliere un raduno di persone e di procedere ad identificazioni qualora emergessero profili di illegalità.
Vi immaginate i precedenti assessori comunali bassanesi alla Sicurezza, come Angelo Vernillo e persino lo “sceriffo” Claudio Mazzocco, uno che sapeva molto bene fino a dove poteva spingersi e da dove partivano le competenze di Polizia di Stato e Carabinieri, che si mettono a fare una sceneggiata del genere? Ma neanche per idea.
Questa volta il dottor Alessandro Campagnolo, e mi dispiace molto scriverlo, è andato ben oltre il limite delle proprie prerogative politiche e amministrative di membro della giunta comunale. Il suo compito è far funzionare bene la Polizia Locale, visto che questa è anche rientrata a libro paga del Comune di Bassano, e non quello di fare il poliziotto solitario.
Non ci resta che scrivere la sceneggiatura del remake di un classico film del grande Clint Eastwood: Ispettore Callaghan: il caso Aura è tuo.

